Oggi moriva Ray Bradbury

Ricorre oggi l'anniversario della morte dello scrittore che più di ogni altro ha dato volto nuovo alla fantascienza

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Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di Ray Bradbury, scrittore statunitense di fantascienza. Il giovane Ray del 1934 scopre la fantascienza quando si trasferisce in California. È il periodo della Grande Depressione e Leonard Bradbury, operaio elettrico, va in cerca di lavoro come molti altri americani colpiti dalla crisi. Ray si dedica alla scrittura di racconti polizieschi e noir, giusto per farsi le ossa.

Nel 1950, a soli trent’anni, mette insieme quel capolavoro conosciuto come Cronache Marziane, una raccolta di racconti brevi che ha come tema comune la futura colonizzazione di Marte. Il libro ottiene un successo internazionale. L’anno dopo segue The Fireman, un romanzo breve che due anni dopo diventerà Fahrenheit 451. La storia è in sostanza la stessa, ma in Fahrenheit 451 Bradbury allunga il brodo, aggiungendo qualche cartella a quella meraviglia distopica che verrà trasformata in un film di successo da Francois Truffaut.

Fahrenheit è un elogio alla lettura. L’elogio di un innamorato. E non è l’unico. Nella sconfinata produzione di Bradbury sono diverse le celebrazioni che ricorrono. Una di queste è quella dell’infanzia, con i suoi terrori e i suoi drammi così insignificanti agli occhi degli adulti, che raggiunge la sua vetta poetica ne Il Popolo dell’Autunno, un romanzo che sfugge a qualsiasi classificazione. Possiamo convenire che non si tratti di fantascienza. I recensori lo stroncarono, ma le successive ristampe (una ventina o forse più) li sconfessarono ampiamente.

Lo sfondo è una cittadina di provincia, sconvolta dall’arrivo di un luna park. Lo stesso Bradbury parla del suo lavoro come di un omaggio a Lon Chaney, Mr. Electrico e tutti gli eroi della sua infanzia. Nel romanzo un luna park arriva a Green Town in una fanfara spassosa e casinara. Ma dietro la facciata clownesca si nasconde qualcosa di oscuro e potente. A ben guardare possiamo definire il Popolo dell’Autunno una parabola horror. E la cosa non deve stupire se si pensa al gran numero di racconti horror che Bradbury annovera tra la sua produzione. Bradbury celebra l’infanzia e la esalta col suo stile poetico in questo romanzo che lo stesso autore dichiara di amare. «È il mio preferito in assoluto. Lo amerò fino alla fine dei miei giorni, insieme ai suoi personaggi.»

Negli anni seguenti Bradbury si dedica alla carriera di sceneggiatore, senza trascurare la sua vocazione. Il suo primo lavoro si intitola Moby Dick, la balena bianca, un atto d’amore nei confronti di Melville, autore molto amato dallo scrittore dell’Illinois.

Dichiaratosi contrario al formato elettronico, si convinse solo nel 2011 a dare il proprio assenso per la pubblicazione di Fahrenheit 451, ma non mancò di ribadire la sua preferenza per la carta stampata.