Oggi moriva Nathaniel Hawthorne

Scrittore di rara sensibilità, considerato uno dei più influenti autori americani. della storia.

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Nathaniel Hawthorne nacque a Salem nel 1804, a distanza di un secolo e una manciata d’anni dalla folle caccia alle streghe che movimentò il New England. L’educazione di stampo puritano, unita alla consapevolezza ed alla conoscenza delle tradizioni della terra natia, offrirono allo scrittore gli strumenti utili a partorire quella Lettera Scarlatta che oggi è una colonna portante della letteratura americana, oltre che una testimonianza vivida della società dell’epoca.

L’idea gli venne nel periodo in cui lavorava alla dogana di Salem come supervisore. Nella prefazione del romanzo, lo scrittore accenna a un documento riesumato da un archivio. Dopo averne letto il contenuto, Hawthorne si mise al lavoro e nel marzo del 1850 La Lettera Scarlatta vide la luce. Si rivelò un successo: 2.500 copie vendute in tre giorni, tanto che in aprile uscì una seconda edizione. I successivi due romanzi (La casa dei sette abbaini e il romanzo di Valgioiosa), gli valsero la consacrazione. Da quel momento Hawthorne poté vivere di rendita.

Uno dei pregi che spiega la fama di Hawthorne va ricercato nella capacità di indagare l’animo umano. Hawthorne si addentra nella psiche dei personaggi come un esperto speleologo, riesumando le atmosfere fosche che sono il nucleo pulsante del romanzo gotico. Superstizioni, terrori e intolleranze sono le grottesche che ornano la cattedrale costruita dallo scrittore. Nella cattedrale di Hawthorne, che altro non è se non lo specchio della società puritana, la luce della ragione è poco più che una lucciola in un oceano di tenebra. Il peccato è una presenza opprimente, un vampiro che succhia emozioni e razionalità. Basti pensare a La Lettera Scarlatta. La lettera ricamata sul petto di Pearl, macchiatasi di adulterio, segna la donna. Come un’appestata, Pearl cammina tra i puritani che la additano con ostentata riprovazione. Ma la grande “A” ricamata è anche un potente dissuasore: chiunque la guardi non può fare a meno di pensare alle scaramucce dell’animo, alle leggi di Dio che quotidianamente infrange tra le mura domestiche e interrogarsi sulla propria condotta.

Sulla falsa riga della Lettera Scarlatta è concepito anche La casa dei sette abbaini. Qui troviamo un’antica maledizione che grava su una casa del New England, ma è l’avidità del colonnello Pyncheon, desideroso di mettere le mani sulla terra dei Maule, a crearla. Il peccato, ancora una volta, insidiato nell’animo umano come un parassita.

L’importanza e il talento di Hawthorne furono riconosciuti da autori del calibro di Melville, che lo paragonò a Shakespeare. Nel recensire i Racconti narrati due volte, Edgar Allan Poe scrisse sul Graham’s Magazine: «Da americani, siamo fieri di questo libro.» H.P. Lovecraft, nel corso di un saggio, definì Hawthorne incompreso e solitario, un’anima dolce paralizzata dal puritanesimo del vecchio New England.