Oggi è la Giornata Mondiale delle Tartarughe

Il World Turtle Day è stato istituito nel 2000 dall'American Tortoise Rescue (Atr).

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Si celebra oggi, sabato 23 maggio 2020, la Giornata Mondiale delle Tartarughe (World Turtle Day), giunta alla diciannovesima edizione.

La Giornata Mondiale delle Tartarughe

Istituita nel 2000 dall’American Tortoise Rescue (Atr), l’obiettivo della Giornata Mondiale delle Tartarughe è sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni delle tartarughe; promuovendo attività di salvaguardia e protezione di questi animali in tutto il mondo.

Le tartarughe esistono da 200 milioni di anni, ma stanno rapidamente scomparendo sia come numero che come specie. Molte specie si sono recentemente estinte e altre sono destinate a scomparire nei loro habitat di origine entro i prossimi decenni.

American Tortoise Rescue (Atr) è un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1990 da Susan Tellem e Marshall Thompson, una coppia di attivisti unita dalla passione per le tartarughe.

Scopo dell’organizzazione è di tutelare questa specie e i suoi habitat nel mondo. Dalla sua fondazione ha salvato circa quattromila esemplari di tartaruga. 

Le tartarughe nel mondo

Nel mondo ci sono circa 356 specie di tartaruga che vivono su terra, distribuite in tutti i continenti, fatta eccezione per l’Antartide. Le specie marine conosciute sono invece 7.

Per secoli l’obiettivo della caccia alle tartarughe era il loro carapace, utilizzato per produrre gioielli e altri oggetti. Inizialmente era la pesca diretta delle tartarughe marine la ragione principale del declino. Ci sono però altre minacce che mettono a rischio la sopravvivenza della specie, da ricercare principalmente nell’azione dell’uomo.

Giornata Mondiale delle Tartarughe

India: dopo un anno di assenza tornano le tartarughe a nidificare

La tartaruga comune Caretta caretta

Lo scopo della giornata della Giornata Mondiale delle Tartarughe è soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di salvaguardare specie come la tartaruga comune Caretta caretta; è la tartaruga marina più comune nei mari italiani.

Secondo i dati di Legambiente, ogni anno oltre 130mila tartarughe Caretta caretta sono vittime di catture accidentali durante le normali operazioni di pesca professionale. Circa 70mila di queste abboccherebbero agli ami utilizzati per la pesca al pesce spada, mentre oltre 40mila rimarrebbero intrappolate in reti a strascico. L’inquinamento da plastica è un altro fattore che mette a rischio la sopravvivenza della specie. 

Current Biology, Università della Florida: la plastica attrae le tartarughe

Si tratta di una specie prioritaria, inserita nella Direttiva Habitat e protetta da numerose Convenzioni internazionali; minacciata da vari fattori: catture accidentali durante le attività di pesca, l’inquinamento marino, la riduzione dei siti di nidificazione e le collisioni con le imbarcazioni.

Uno studio eseguito su oltre 560 tartarughe marine Caretta Caretta del Mediterraneo centrale ha mostrato la presenza di frammenti e resti di plastica nell’80%. La presenza di plastica sulle spiagge compromette anche le nidificazioni; la sabbia in cui vengono deposte le uova, infatti, non mantiene la stessa umidità se ci sono frammenti di plastica. Ne consegue un cambiamento della temperatura, con ripercussioni sullo sviluppo e la schiusa delle uova.

Nel nostro Paese sono stati compiuti vari sforzi in questa direzione; TARTALIFE è un progetto promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare; il suo obiettivo è ridurre la mortalità di Caretta caretta, causata dalle attività di pesca. 

Giornata Mondiale delle Tartarughe: come aiutare le tartarughe?

  • Non acquistare mai tartarughe in negozi, fiere e mercati perché incrementa la domanda in natura e lo sfruttamento commerciale;
  • Mai comprare tartarughe di cattura, perché ne verrebbe compressa la sopravvivenza come specie;
  • Non raccogliere tartarughe dal loro habitat, sia in Italia che all’estero;
  • Prima di adottare una tartaruga studiare con cura le loro necessità di gestione;
  • Mai rimuovere tartarughe o tartarughe selvatiche a meno che non siano malate o ferite; quando si trova una tartaruga ferita, raccoglierla e avvertire il Corpo Forestale dello Stato o portarla da un veterinario per le cure di emergenza;
  • Quando non è più possibile tenere una tartaruga affidarla ad un’associazione protezionistica;
  • Se una tartaruga attraversa una strada trafficata, raccoglierla e indirizzarla nella stessa direzione in cui stava andando; se si prova a farla tornare indietro, si girerà di nuovo a destra. 

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Orso Polare

Recuperate 64 tartarughe

Tartarughe, Rio Mare ha annunciato che, negli ultimi 4 anni, sono state recuperate 64 tartarughe Caretta caretta, grazie alla partnership con l’Area Marina Protetta Isole Egadi (A.M.P.). Quasi tutte, dopo esser state ferite o trovate in difficoltà, a causa di ingestione di plastica, ami e lenze da pesca, o interazioni con rifiuti galleggianti o impatti con barche, hanno raggiunto la completa riabilitazione.  

Le tartarughe salvate sono state soccorse nel  “Centro di Recupero di Tartarughe Marine” a Favignana; il Centro ha ottenuto in questi anni ottimi risultati portando a un drastico calo del trend di mortalità delle tartarughe.

Giornata Mondiale della Natura Selvatica

Luciano Pirovano, Global Sustainable Development Director di Bolton Food ha dichiarato:

Siamo molto orgogliosi di poter dare il nostro contributo diretto a questo progetto, nato e sviluppato con l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi

Il nostro sostegno in favore dell’area marina protetta, rientra in un impegno molto più ampio di Rio Mare, che va a sostegno della salute del mare e concretizza in maniera tangibile gli sforzi che l’azienda da anni compie verso una pesca più sostenibile. Crediamo sia importante unire le forze per promuovere la tutela dell’ecosistema marino e diffondere la cultura del rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali del nostro territorio, sia per noi sia per le generazioni future

Una volta guarite le tartarughe vengono condotte in acque sicure e alcune vengono munite di un tag satellitare ideato dall’Università di Pisa – Dipartimento di Biologia e finanziato da Rio Mare, chiamato “Marine turtle tracking”. Un sistema che permette di monitorare da remoto gli esemplari curati presso il Centro e di conoscerne tappe e chilometri percorsi, approfondendo la conoscenza della specie e le sue abitudini. 

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