Oggi è la Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

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Oggi, 11 febbraio, è la Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, istituita nel 2015 dalle Nazioni Unite per incoraggiare e sostenere la piena parità di genere in un settore ancora troppo poco inclusivo nei confronti delle donne.

È ancora troppo diffuso, infatti, in tutto il mondo un pregiudizio comune e atavico per il quale le donne avrebbero scarsa attitudine verso le discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).

Con il passare degli anni, anche se lentamente, la partecipazione delle ragazze nel campo scientifico è aumentato. Attualmente, in Italia e in Europa, il numero di ragazze che studia le scienze considerate più “soft” – ovvero quelle biologiche e mediche – supera il 50%; tuttavia sono ancora meno del 20% in facoltà più “hard” come ingegneria.

Come in qualsiasi altro ambito, il grosso problema riguardante l’occupazione femminile è il gender gap e la differenza di ruoli e retribuzione che ancora svantaggia moltissimo le donne.

Alcuni dati sul gender gap

Secondo i dati riportati dal Global Gender Gap Report 2018 del World Economic Forum il divario di genere medio nei 149 paesi presi in esame nell’indagine, è pari al 32%. L’Islanda, con un gap del 15%, è il paese che più si avvicina alla parità di genere.

L’edizione 2018 Women in Science, con un rapporto dell’UIS (UNESCO Institute for Statistics) che analizza il livello di disuguaglianza di genere in ambito scientifico, dimostra che le donne rappresentano solo il 28.8% del totale delle persone impiegate nella ricerca in ambito STEM. 

Il rapporto approfondisce anche la difficoltà maggiore che le donne hanno nel trovare un lavoro in questo settore; esse, inoltre, vengono pagate meno e hanno molte meno opportunità di carriera rispetto ai colleghi uomini. 

I pregiudizi di genere

Come già accennato, gli stereotipi e i pregiudizi diffusi riguardo le donne rendono ancora difficile la loro partecipazioni al mondo scientifico; le pressioni sociali, le credenze riguardo le attitudini di genere e le scarse prospettive di carriera fanno si che a livello globale meno del 30% delle donne scelgano di iscriversi a facoltà scientifiche.

Questa giornata risulta importantissima proprio per combattere questi stereotipi e per dimostrarne l’infondatezza. Un altro dato sconcertante è che finora sono stati assegnati alle donne solo 20 premi Nobel in ambito scientifico su oltre 600: questo divario è la causa del cosiddetto “effetto Matilda”, ovvero la tendenza a sottovalutare e a sminuire i risultati scientifici conseguiti dalle donne, che dimostra quanto sia grave il sessismo che vige all’interno della comunità scientifica.

Alcuni eventi durante la giornata

Durante questa giornata, molte città italiane organizzano incontri e conferenze per sensibilizzare sul tema:

A Bolzano si tiene un incontro al Museo di scienze naturali dell’Alto Adige, con il tema “Ruoli e pregiudizi di genere nella scienza”;

A Bologna il Cherenkov Telescope Array Observatory celebrerà la giornata invitando il pubblico a “Women of CTA”;

A Firenze all’Osservatorio Inaf di Arcetri, Leslie Hunt (astrofisica all’Inaf di Arcetri), Anna Farkas (pianoforte) e Gloria Pastore (artista) incontreranno il pubblico per presentare l’opera di Gloria Pastore “La Donna è Scienza”;

L’università di Siena ha invitato l’astrofisica e divulgatrice Daria Guidetti a tenere una conferenza su “Marte e oltre: la storia e la sfida della ricerca della vita nello Spazio

Infine a Cagliari un gruppo di ricercatrici dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf parteciperà a una Masterclass organizzata in collaborazione con l’Università: circa 50 ragazze verranno coinvolte in attività sperimentali in diversi ambiti.

Leggi anche: Donne, perchè la parità è ancora lontana

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