Odo van Maelcote: nella visione universale di Aristotele

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Odo van Maelcote è un matematico e scienziato belga, di quasi fine 1500 e prima parte 1600. Durante la formazione accademica a Douai, la guida del professore François d’Aguilon, fisico noto per l’opera Opticorum Libri Sex philosophis juxta ac mathematics utiles. Con il trattato scientifico sull’astrolabio, il successo del ricercatore belga, nella pubblicazione del 1607.

Odo van Maelcote chi è?

Il matematico nasce a Bruxelles il 28 luglio 1572 e decede a Roma il 14 maggio 1615. Come genitori Johannes van Maelcote e Marie Viron, di cui il padre docente universitario di diritto nell’Ateneo di Lovranio. Dopo gli studi delle scuole superiori, Odo intraprende la strada ecclesiastica presso i Gesuiti di Tournai, in provincia di Hainaut nel 1590. Da qui, l’aspirante sacerdote segue il percorso universitario a Douai, con gli insegnamenti del professore e matematico François d’Aguilon.

Agli inizi del 1600, la pubblicazione di van Maelcote dello scritto sull’astrolabio, con la fama nel campo scientifico. Dopo qualche anno, l’astrologo Cristoforo Clavio offre la cattedra d’insegnamento a van Maelcote, presso il Collegio Romano. A fronte di ciò, la docenza del matematico nella sede del Ministero di beni e cultura di Roma, nel 1608. Durante l’attività d’insegnamento nella struttura gesuita romana, lo scienziato diventa assistente dell’astronomo austriaco Cristopher Grienberger.

Odo van Maelcote: la carriera

Nel 1610, la richiesta pontificia per von Maelcote, Grienberger, Clavio e Lembo, sulle interpretazioni scientifiche, inerenti agli studi di Galileo Galilei. A fronte di ciò, l’interesse della Chiesa, sulle osservazioni astronomiche dello scienziato e fisico pisano, con l’uso del suo telescopio. Di fatto, le teorie di Galilei sulla dinamicità dei corpi celesti, trovano l’accoglimento di Grienberger, che appoggia con forza.

Come accordo comune di tutti i ricercatori, l’incontro con il fisico pisano presso il Collegio Romano. In tale occasione, von Maelcote intrattiene un discorso a sostegno dell’astronomo italiano, appunto il Nuntius Sidereus Collegii Romani. Di conseguenza, la diffusione dell’ideologia aristotelica, nel contributo scientifico del ricercatore belga con i colleghi, dal 1611. In seguito, la collaborazione di von Maelcote con l’astronomo e matematico Giovanni Keplero.

L’astrolabio

Nel 1607, lo scritto del ricercatore belga sull’astrolabio ed il successo in ambito scientifico. Di fatto, uno strumento astronomico per la localizzazione del Sole e dei corpi celesti, in corrispondenza della latitudine e collocazione temporale di ognuno. Inoltre, le derivazioni bizantina e greca del nome, a cui risale il significato di astro.

Come composizione, un supporto ad anello dalla forma circolare ed una parte rotante di misurazione. Mentre altri elementi costitutivi dello strumento, sono: una piccola area per la proiezione dei corpi celesti, una struttura complessa colorata ed un braccio rotante. A ragion per cui, un modello a due dimensioni, con una circonferenza ed un piano geometrico eclittico, nella misurazione dei corpi celesti.