Il medico di bordo ha toni che esprimono preoccupazione: “Ci sono persone le cui condizioni di salute potrebbero presto diventare critiche, fino al punto di dover richiedere unʼevacuazione”

“Rimangono solo 5 giorni di razioni alimentari standard a bordo della Ocean Viking, la nave con 356 sopravvissuti (di cui 103 minori) bloccati da 13 giorni nel Mediterraneo. Ancora nessun posto sicuro è stato assegnato. Siamo preoccupati per il rapido peggioramento dello stato di salute mentale dei migranti”. E’ l’allarme lanciato dalla Ong Msf. Il Garante dei detenuti lancia un appello ai colleghi di Norvegia e Malta: “Serve un lavoro comune”.

Il medico di bordo ha toni che esprimono preoccupazione: “Ci sono persone le cui condizioni di salute potrebbero presto diventare critiche, fino al punto di dover richiedere un’evacuazione”.

Intanto resta il rimpallo di responsabilità fra gli Stati della Ue, in primo piano Francia, Italia e Malta. L’Eliseo si è detto pronto ad accogliere “un numero importante di migranti” della Ocean Viking, ma conferma il rifiuto a far attraccare la nave in Francia. “Non possiamo rimettere in causa il principio dell’accoglienza nel porto sicuro più vicino perché è giuridico”, è la posizione di Parigi. Il Portogallo nel frattempo ha dato la disponibilità a ricevere fino a 35 migranti.

E sullo sfondo resta ancora la vicenda della nave Open Arms, che risolta l’emergenza sbarco, avvenuto a Lampedusa dopo 19 giorni, è stata sottoposta dalla guardia costiera a fermo amministrativo per gravi anomalie che riguardano anche la sicurezza della navigazione. Un caso che lascia altri strascichi: il fronte ‘caldo’ della ‘redistribuzione’. Da fonti del Viminale si fa notare che “dei 163 sbarcati in più tranches dalla Open Arms, esclusi i minori non accompagnati e le famiglie con bambini piccoli, 110 potrebbero essere ricollocati nei Paesi Ue che hanno dato la propria disponibilità alla Commissione europea: 40 la Francia, 40 la Germania, 10 il Portogallo, dai 3 ai 5 il Lussemburgo”. Ma sempre dal ministero dell’Interno tengono a sottolineare che la Spagna, il paese di bandiera della nave e della Ong, si è resa disponibile “solo per 15 posti”.

Rapporti internazionali a parte, a Lampedusa c’è chi fa i conti ogni giorno concretamente con la gestione degli sbarchi. A spiegarlo è il sindaco di Lampedusa Totò Martello. “Accogliere chi è a bordo della Ocean Viking a Lampedusa per il primo cittadino sarebbe difficile perché “il centro di accoglienza è saturo”. “Ma – rimarca – a Lampedusa gestiamo questa situazione come marinai, come pescatori. Se c’è da salvare qualcuno, può attraccare. Se c’è un problema di responsabilità penale, lo giudicheremo sul campo”. Martello, che ha anche ricevuto minacce per le sue posizioni sulla immigrazione, ritiene che lo Stato dovrebbe avere il coraggio di riconoscere l’impegno degli abitanti dell’isola, “prima che qualcuno qui si arrabbi un po’ troppo”.

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