Occupazione femminile: un impegno da 15 miliardi di dollari

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Occupazione femminile

Occupazione femminile: uno dei temi sui quali si dibatte con maggior ardore, senza tuttavia convergere verso una concreta soluzione. Nel 2021, infatti, sono ancora molte le donne che si trovano disoccupate, non per loro volontà. Il mondo del lavoro è da sempre una foresta intrisa da pregiudizi e cliché che penalizzano la posizione della donna. È una sconfitta dover riconoscere che al giorno d’oggi, ci troviamo ancora ad affrontare tale questione. L’era della parità tra i sessi, in cui si celebrano le pari opportunità, è in realtà solo uno specchietto per le allodole? Naturalmente, sono innegabili i progressi compiuti in tale direzione. Tuttavia, non è sufficiente. Arenarsi in una posizione di stallo, quando in realtà i campi in cui è doveroso un intervento funzionale, è sintomo di una radicata ipocrisia.

Occupazione femminile: quali sono i punti su cui insistere?

Dando uno sguardo alla situazione globale ci si rende immediatamente conto di quanto, nell’ambito di questa sfera, esitano realtà diverse. A livello globale, l’occupazione femminile è in calo e la ripresa zoppica in maniera evidente. Esistono tuttavia terre, paesi, in cui alle donne non è nemmeno consentito accedere all’istruzione scolastica. Un diritto fondamentale che viene negato, in molti casi per imposizione di legge. In un mondo in cui esistono ancora bambine che versano nell’impossibilità di imparare a leggere e scrivere, non vi è alcun margine di cambiamento. Il cambiamento, per concretizzarsi, deve dunque gettare le sue radici ben più in profondità. La violenza e le ingiustizie proliferano in assenza di cultura e conoscenza. Proprio per questo è un obbligo, innanzitutto, morale quello di procedere nell’ottica di una radicale svolta. Sulla medesima scia, è altrettanto importante garantire alle donne che si approcciano al mondo del lavoro, effettiva parità di trattamento.

Una donna possiede le medesime competenze di un uomo, posizionandosi al medesimo livello. Non dovrebbe mai essere uno svantaggio l’eventualità di diventare madre in futuro.

G7, l’Inghilterra si impegna per 15 miliardi di dollari

In occasione del G7 la Gran Bretagna prende un impegno da 15 miliardi di dollari, nei prossimi cinque anni, per contribuire ad arginare questa piaga sociale. Si tratta di denaro stanziato al fine di rilanciare l’occupazione femminile e per risollevare la situazione, incrinata dalla pandemia. Infatti, la condizione delle donne dal punto di vista lavorativo ed imprenditoriale ha subito un forte contraccolpo, specialmente nei paesi considerati in via di sviluppo. “Quest’anno, mentre avviamo una ricostruzione in meglio dopo la pandemia, il Regno Unito intende mettere i i diritti delle donne e delle ragazze al centro della presidenza del G7, in unione con i Paesi che condividono i nostri valori“. Queste le parole di Dominic Raab, il Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito.

I principali obbiettivi, tra gli altri, sono la garanzia dell’istruzione e l’accesso indiscriminato al lavoro. Un passo avanti nel processo che da anni conduce ad una sempre più veritiera emancipazione femminile, con l’auspicio che possa realizzarsi pienamente.