O’Brady e la traversata in solitaria senza supporto

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É finita nel migliore dei modi in queste ore la traversata dell’Antartide in solitaria di Colin O’Brady, l’atleta americano di triathlon partito per il suo record in solitaria lo scorso 3 novembre dal campo di Union Glacier (l’arrivo era stato fissato presso la barriera di Ross sull’Oceano Pacifico).

Nato nel 1985 e cresciuto a Portland in Oregon, O’Brady ha percorso 930 miglia (quasi 1500 chilometri) in 54 giorni senza mai chiedere sostegno a nessuno.

In contemporanea allo sportivo americano (e in una sorta di competizione amichevole), proprio in queste ore, sta completando la stessa avventura il britannico Louis Rudd, partito per ricordare un altro inglese che aveva tentato la stessa traversata, Henry Worsley, purtroppo morto poco prima dell’arrivo.

O’Brady ha affermato di voler aspettare il suo collega di traversata inglese per poter festeggiare insieme il risultato e per condividere i migliori momenti dell’avventura con chi ha potuto viverli in prima persona.

L’avventura dell’americano e del britannico è unica perchè si e svolta senza il supporto di altre persone.

O’Brady all’arrivo ha affermato di aver camminato gli ultimi 129 chilometri senza quasi mai fermarsi e durante i 54 giorni di aver subito più volte danni all’attrezzatura per via del freddo e della neve.

O’Brady ha inoltre affermato: “Ho ascoltato il mio corpo attentamente per comprendere tutti i dettagli e prendere cura di me nei migliori dei modi. Ho chiamato casa e parlato con mia madre, mia sorella e mia moglie. Ho promesso a loro di fermarmi quando ne avrei sentito il bisogno”.

Il mondo ora aspetta l’arrivo di Louis Rudd.

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