Oblio post maturità: come superarlo e come capire cosa fare nella propria vita

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Fin dalla tenera età, il percorso formativo di una persona sembra essere già tracciato.
A partire dai tre o quattro mesi di vita è possibile frequentare l’asilo nido. Dai tre anni si può andare alla scuola materna. A sei anni ecco che ha inizio la scuola dell’obbligo, partendo ovviamente dalle elementari. Intorno agli undici anni si cominciano le medie: quel periodo scolastico che, diciamocelo, abbiamo odiato un po’ tutti.


A quattordici anni si approda alle scuole superiori: è questo, nella maggior parte dei casi, il percorso accademico che ci rimane più impresso. Cominciamo la prima superiore che siamo tanto piccoli ma anche tanto cresciuti. Siamo fieri di aver finalmente messo piede nella scuola dei grandi. Vediamo passare per i corridoi i nostri colleghi di quinta e ci sembrano dei giganti. Degli adulti formati. Poi, in men che non si dica, i maturandi siamo noi. E qui il gioco si fa duro.

O meglio, si fa confuso. Già, perché una volta superato il fatidico esame di maturità, è tutto in mano nostra.
Certo, c’è chi crede al fato, al destino o chi per esso. Fatto sta che, per la prima volta nella nostra vita, siamo noi gli artefici del nostro futuro. E c’è di più: a poco a poco arriverà la consapevolezza che non si tratta solo di una scelta momentanea. Sarà così per sempre.

Questione di priorità

Ricordatevi: siete voi i padroni della vostra vita. Nessun altro. Perciò, prima di tutto, prendete in mano le redini. Ascoltate i consigli, ovvio, ma non sentitevi in dovere di seguirli solo per compiacere gli altri.
Arriviamo a un punto fondamentale: cosa significa diventare adulti? Ognuno di noi è fatto di sfumature. Diventare adulti significa riconoscere tutte queste sfumature e farle crescere insieme a noi.

Come si fa? Pensate a tutto ciò che vi piace fare.
Successivamente, cercate di fare distinzione fra tutte queste cose: quali di queste cose potrebbe diventare una professione? Magari la risposta potrebbe essere più di una. In questo caso, seguono altre domande: voglio che tutte diventino un lavoro? Alcune preferisco che rimangano degli hobbies? Oppure potrei aspirare a un impiego principale, più altri più piccoli per arrotondare? Ho bisogno di frequentare l’università per ottenere ciò che desidero, o sono sufficienti dei corsi di formazione?

Ciò che non è lavoro, non è tempo perso

Ripeto: non tutto deve diventare necessariamente una professione. Ovvio, il lavoro serve.
Se però lascerete qualcosa semplicemente come una passione da esercitare nei tempi morti, renderete quest’ultimi vivi e degni di essere vissuti.

Non dev’essere per forza tutto

Dipende da voi e dalla vostra personalità. Ci sono persone che sognano una determinata professione e dedicano tutte le loro forze per ottenerla. Esistono poi altri individui che non vogliono privarsi di tutte quelle le passioni che hanno nel cuore, nonostante magari anche loro abbiano un sogno più grande degli altri. Nessuno dei due casi è sbagliato. Agite a seconda di come siete fatti.

Non c’è fretta

Se pensate che il percorso della vostra vita si deciderà unicamente dopo la maturità, beh, vi sbagliate. Ed è una buona notizia. Naturalmente, se sceglierete una determinata facoltà piuttosto che un’altra, ciò avrà un certo peso. Lo stesso per qualsiasi altra decisione voi prendiate.

Il punto però, è che non è tutto qui e ora. La vita è un continuo fluire. Si susseguono  eventi, si visitano luoghi, s’incontrano persone. Magari scoprirete a quarant’anni di avere una passione profonda per qualcosa di cui non vi sareste mai aspettati di innamorarvi.

Dunque: il cammino sarà lungo. E voi siete esattamente dove dovreste essere.
C’è tempo per tutto.
Potrete fare tutte le scelte del mondo. Nel frattempo però, non scordatevi di vivere.