Obiettivi di sviluppo sostenibile: l’impatto della pandemia

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La pandemia da Covid-19 ha procurato enormi danni al sistema economico e sociale del mondo, causando una brusca frenata nel raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile. Una sconfitta che riguarda allo stesso modo tutti i Paesi, i quali ora dovranno impegnarsi a fondo per invertire questa tendenza; anche con la collaborazione di tutti noi.

Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: di cosa si tratta?

Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai Paesi delle Nazioni Unite e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile non è altro che un programma d’azione per migliorare il pianeta. Essa prevede 17 goals inquadrati all’interno di un progetto più ampio: 169 traguardi da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che mira principalmente a ridurre le disuguaglianze sociali e a migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini del Mondo.

L’impatto della pandemia sugli obiettivi di sviluppo sostenibile

La pandemia ha influito negativamente su almeno 9 dei 17 goals imposti dall’Agenda 2030; ciò sarebbe dovuto in gran parte all’aumento dei tassi di povertà e disoccupazione, alla difficoltà di istruzione, all’amplificarsi delle disuguaglianze economiche e sociali. Vediamo nel dettaglio gli obiettivi più a rischio.

Obiettivi 1 (povertà zero) e 8 (lavoro dignitoso e crescita economica)

La riduzione dei redditi da lavoro, la mancanza di tutele per i disoccupati e per alcune categorie di lavoratori autonomi, le perdite economiche di molte categorie produttive hanno fatto aumentare notevolmente la povertà, ancor più nei Paesi già in difficoltà. Questo inevitabilmente farà aumentare sempre di più le disuguaglianze sociali, che a loro volta comprometteranno il progresso economico; un circolo vizioso da cui difficilmente si riuscirà ad uscire.

Obiettivi 4 (istruzione di qualità) e 10 (ridurre le disuguaglianze)

La chiusura delle scuole e la sostituzione delle lezioni tradizionali con la DAD non solo hanno influito sulle modalità di insegnamento e di apprendimento, ma hanno anche aumentato gap già esistenti all’interno della popolazione. I bambini e ragazzi più colpiti dalla pandemia fanno inevitabilmente parte delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione; ciò provoca rallentamenti su più fronti: inclusione sociale, garanzia universale di pari opportunità, regolamentazione della mobilità di migranti e stranieri.

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Obiettivo 5 (parità di genere)

Le misure di lockdown hanno costretto ad una convivenza forzata in situazioni familiari più o meno stabili; ciò ha fatto aumentare in modo rilevante tutte le forme di violenza nella sfera privata, in particolare nei confronti delle donne. Da non sottovalutare inoltre l’impatto che la chiusura delle scuole ha avuto sul percorso lavorativo delle mamme; il più delle volte, infatti, sono state proprio loro a doversi allontanare dal lavoro per accudire i figli rimasti a casa, con inevitabili conseguenze sul loro percorso professionale.

Le ripercussioni anche sugli altri obiettivi di sviluppo sostenibile

L’aumento della povertà e delle disuguaglianze e la crisi economica influiscono in modo più o meno diretto anche su tutti gli altri goals dell’Agenza 2030; bisognerà lavorare molto più velocemente, infatti, per garantire la eliminazione della fame nel mondo (obiettivo 2), per riprendere la lotta contro il cambiamento climatico e per garantire la vita in città e comunità sostenibili (obiettivi 13 e 11). Inoltre, la pandemia ha sottolineato la nostra vulnerabilità nella promozione della salute e nell’accesso ai servizi sanitari, allontanando sensibilmente anche gli obiettivi 3 e 6 (promozione della salute ed accesso all’acqua ed ai servizi sanitari).

Cosa sta succedendo in Italia?

Il nostro Paese, come molti altri, negli ultimi 2 anni è rimasto indietro nella marcia verso lo sviluppo sostenibile. Gli interventi fatti dal governo in risposta alla pandemia sono stati diretti più alla protezione socio economica che alla trasformazione verso la sostenibilità; questo ci ha inevitabilmente fatto fare dei passi indietro rispetto agli anni precedenti. In particolare, sono purtroppo sotto scacco la salute, l’istruzione, le uguaglianze di genere, la povertà, l’agricoltura e le disuguaglianze sociali. Viceversa, sembrano lievemente in miglioramento la qualità dell’aria, il decremento della produzione di rifiuti urbani e la riduzione dei reati commessi.

Il futuro da ricostruire

Oltre alle conseguenze su sanità, economia e istruzione, la pandemia ha messo in luce fragilità indivduali e collettive che ora richiedono una importante politica di trasformazione. Cooperazione e solidarietà, educazione, cultura, ma anche ricerca ed innovazione dovranno essere la base su cui ricostruire passo dopo passo una società ferita e stanca; le debolezze che il Covid ha fatto emergere dovranno essere la spinta per ripartire con coraggio e determinazione. Il 2030 è vicino.