Obiettivi della Cina: un piano a lungo termine

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Non è un segreto che ormai la Cina abbia soppiantato alcune della più grandi potenze economiche mondiali. Una nazione che ha iniziato negli anni Ottanta una lenta ascesa al potere e che oggi, dopo essere stata travolta dalla pandemia provocata dal Sars-CoV2, è risorta dalle sue ceneri. Il capo di stato Xi Jinping, il più autoritario dai tempi di Mao, ha parlato all’assemblea del Partito comunista cinese, fissando gli obiettivi della Cina fino al 2035. Il Presidente parla della costruzione di uno Stato ancora più solido e poderoso e, nel frattempo, si avvia a vincere la corsa per ottenere un ulteriore mandato come capo di stato.

Quali sono gli obiettivi a lungo termine della Cina?

Il congresso del Partito comunista cinese si è concluso due giorni fa e da allora tutti si stanno interrogando sui futuri piani della nazione. Il Presidente Xi Jinping ha fissato gli obiettivi di sviluppo per i prossimi cinque anni e la visione verso il 2035. Si tratta del quattordicesimo piano quinquennale annunciato dal governo cinese che si svilupperà tra il 2021 e il 2025. La traiettoria dei prossimi tre lustri è stabilita e la Cina del futuro si configura come una realtà sempre più leader del panorama economico mondiale. Al momento il comunicato ufficiale in cui sonodescritti i principali obiettivi della Cina non è stato divulgato, se non nella sua versione in mandarino.

Scopo principale: produzione e autoconsumo

Uno degli obiettivi principali della Cina è quello di arrivare a smarcarsi dalla dipendenza dall’export per innescare quella che Xi Jinping presentò a maggio come “doppia circolazione”, una pratica che prevede la produzione e autoconsumo dei prodotti locali. La Cina mira a produrre autonomamente, senza dipendenze esterne, e di consumare nel mercato interno tutto ciò che produce. A tale scopo, è necessario migliorare la qualità delle fabbricazioni e la qualità di vita dei cittadini. Le disuguaglianze sociali sono infatti una delle più grandi problematiche della Cina: gli abitanti della città hanno redditi decisamente superiori a quelli degli abitanti della zona rurale.

Transizione verso un’economia digitale

Il partito cinese ha stabilito il passaggio a un’economia digitale, anticipando gli sforzi di tutto il resto del mondo. Philippe Le Corre, senior research fellow alla Kennedy School dell’Università di Harvard sostiene che “questa è la Cina che vedremo nei prossimi anni, e questo plenum tende a rafforzare il partito sulla società”. Massima attenzione si pone sul mondo tecnologico. L’assemblea del Partito comunista conferma il ruolo primario della tecnologia e la spinta alla modernizzazione cinese. “L’autosufficienza nella scienza e nella tecnologia come supporto strategico per lo sviluppo nazionale”, secondo il Partito, permetterà ”nuova industrializzazione, informatizzazione, urbanizzazione e modernizzazione agricola”.

Obiettivi della Cina: raggiunti nel 2035

Perché il documento trapelato dal congresso del Partito comunista cinese indica come data fondamentale il 2035? Si tratta di una considerazione importante poiché il 2035 è una tappa intermedia entro cui impostare tutti gli obiettivi fissati per diventare uno stato socialista moderno. In vista del 2049, anno del centenario della Repubblica popolare, Il Presidente ha affermato di voler raggiugere tutti gli obiettivi stabiliti.

Una grade superpotenza

La Cina si affaccia al mondo del capitalismo intorno agli anni Ottanta, quando la sua economia si riconverte per essere competitiva. Influente nella diffusione di nuove tendenze e nei rapporti internazionali, la nazione è sempre più presente a livello internazionale, in ogni campo. Soprattutto durante le prime fasi della pandemia, l’occidente ha guardato al cosiddetto “modello cinese” che ha suscitato diverse reazioni, non tutte favorevoli. Controversa e futuristica la Repubblica popolare cinese, fin dalla sua ascesa, trova sempre un modo per far parlare di sé.