Obiettivi accordo di Parigi creerebbero posti di lavoro?

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Obiettivi accordo di Parigi

Uno studio, pubblicato su One Earth, mostra che raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi creerebbe milioni di posti di lavoro. Secondo il team di ricercatori entro il 2050 verrebbero creati, dal punto di vista globale, otto milioni di posti nel settore energetico. Tuttavia la ricerca mostra anche che ci potrebbero essere delle perdite di posti di lavoro a livello locale, regionale e nazionale.

Gli obiettivi dell’accordo di Parigi potrebbero creare nuovi posti di lavoro?

La più grande preoccupazione per la transizione dai combustibili fossili verso un’economia a zero emissioni di carbonio è che causerebbe perdite di posti di lavoro. Ma è davvero giustificata questa paura? Un team internazionale di ricercatori ha deciso di determinare in che modo il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi avrebbe un impatto sull’occupazione del settore energetico. I risultati sono sorprendenti.  Il team di ricercatori ha pubblicato il risultato su One Earth lo scorso 23 luglio. Secondo quanto emerge dalla ricerca raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi non creerebbe disoccupazione, anzi creerebbe otto milioni di posti di lavoro nel settore energetico entro il 2050.

Come ha svolto la ricerca il team?

Per verificare l’impatto degli accodi di Parigi sull’occupazione nel campo energetico erano già state fatte diverse ricerche. Queste però si basavano su dati dei paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCES), quindi escludevano importanti attori come India, Brasile e Cina. I ricercatori hanno ora ampliato i dati fino a comprendere 50 paesi. Il set di dati si è concentrato su 11 tecnologie energetiche e cinque categorie di lavoro: costruzione e installazione, funzionamento e manutenzione, produzione, produzione di carburante e raffinazione.

Cosa afferma la ricerca?

Il team ha quindi utilizzato un modello per determinare cosa accadrebbe ai posti di lavoro globali in due scenari: uno in cui le politiche attuali sono continuate e un altro in cui i leader mondiali hanno agito per raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei due gradi Celsius sopra livelli industriali. Nel primo scenario, i posti di lavoro nel settore dell’energia continuerebbero a crescere, passando dai 18 milioni di oggi ai 21 milioni entro il 2050.

Ma i ricercatori hanno scoperto che crescerebbero ancora di più se si agisse per risolvere la crisi climatica, raggiungendo i 26 milioni entro la metà del secolo. Naturalmente, la composizione di quei posti di lavoro cambierebbe in uno scenario di attuazione dell’Accordo sul clima. Oggi, i ricercatori hanno calcolato che ci sono 12,6 milioni di persone che lavorano nelle industrie dei combustibili fossili, 4,6 milioni nelle energie rinnovabili e 0,8 milioni nel nucleare. 

Nello scenario dell’accordo di Parigi, tale equilibrio si sposterebbe a 3,1 milioni di persone che lavorano nei combustibili fossili. Inoltre, a 22 milioni che lavorano nel settore delle rinnovabili. L’estrazione di combustibili fossili, in particolare, sarebbe duramente colpita, costituendo circa l’80% della perdita di posti di lavoro. Tuttavia le energie rinnovabili sarebbero più che sufficienti per fare la differenza. Eolico e solare in particolare decollerebbero, rappresentando oltre l’85% dei guadagni del settore delle rinnovabili. In totale, l’84% dei posti di lavoro nell’energia del 2050 sarebbe nelle rinnovabili, con solo l’11% nei combustibili fossili e il 5% nel nucleare.

Obiettivi accordo di Parigi: potrebbero esserci anche delle perdite di posti

La ricerca tuttavia rileva anche che ci potrebbero essere alcune perdite di posti di lavoro a livello locale, nazionale e regionale. I paesi esportatori di combustibili fossili come Messico, Australia, Canada, Sudafrica e Africa subsahariana potrebbero registrare perdite nette entro il 2050. La Cina è destinata a perdere posti di lavoro nel settore dell’energia, qualunque cosa accada a causa di un declino nell’estrazione del carbone, ma ha anche un grande potenziale per trarre vantaggio da una transizione verde perché attualmente è leader mondiale nella produzione di energia solare fotovoltaica. Per molti altri paesi, invece, qualsiasi perdita verrebbe compensata. Gli Stati Uniti potrebbero guadagnare più di un milione di posti di lavoro entro il 2050 onorando l’accordo di Parigi.


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