Obama alla COP26: critiche a Trump, Cina e Russia

Lodati gli sforzi di Bruxelles e Londra, anche se "non siamo ancora dove dovremmo essere" nell'ambito climatico

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Obama alla COP26

L’ex presidente degli USA Barack Obama ha parlato al vertice sul clima COP26 tenutosi a Glasgow. Nel suo discorso, Obama si è detto ottimista dei recenti progressi compiuti in ambito climatico, tuttavia “non siamo ancora vicini a dove dovremmo essere”. L’ex presidente ha lodato gli sforzi dell’UE e del Regno Unito. Ha lanciato una serie di critiche al Partito Repubblicano circa l’approccio di molti suoi membri alla questione climatica. E rivolto a Russia e Cina: “C’è una pericolosa mancanza di urgenza”.

Cosa ha detto Obama alla COP26?

L’ex presidente degli USA Barack Obama ha parlato a Glasgow in occasione del vertice sul clima COP26. Obama si è detto ottimista sui progressi climatici compiuti a livello internazionale, nonostante abbia avvertito che “non siamo ancora vicini a dove dovremmo essere”. A detta del 44° presidente americano, “non abbiamo fatto abbastanza per affrontare questa crisi”. Pertanto, Obama ha dichiarato che sarebbe opportuno “fare di più, e se ciò accadrà o meno in larga misura dipenderà da voi, e non solo da quelli in questa stanza, ma da chiunque stia guardando o leggendo una trascrizione di ciò che dico oggi”.

Le critiche a Trump e al Partito Repubblicano

Barack Obama ha anche aggiunto che l’accordo di Parigi comprendeva, tra i suoi principali obiettivi, quello di stimolare l’azione del settore privato. A tal proposito, ha fatto notare che dal 2021 il 20% delle maggiori aziende globali ha fisato obiettivi di emissioni nette pari a zero. Anche l’approccio alla crisi climatica durante l’amministrazione Trump e quello, invece, del popolo americano sono stati un punto focale del discorso dell’ex inquilino della Casa Bianca. “Nonostante quattro anni di ostilità attiva nei confronti della scienza del clima proveniente dai vertici del nostro governo federale, il popolo americano è riuscito comunque a rispettare il nostro impegno originale nell’ambito dell’accordo di Parigi”, ha detto.

Non sono mancate le critiche ai legislatori nazionali del Partito Repubblicano USA. Per Obama, infatti, sia lui che Biden sono stati “vincolati in gran parte dal fatto che uno dei nostri due maggiori partiti abbia deciso non solo di sedersi in disparte, ma di esprimere un’attiva ostilità”, nonché a “rendere il cambiamento climatico una questione di parte”.

Lodato l’impegno di UE e Londra, ma Russia e Cina mostrano “pericolosa mancanza di urgenza”

L’ex presidente USA ha colto inoltre l’occasione per lodare gli obiettivi, a detta sua molto ambiziosi, di riduzione delle emissioni adottati dal Regno Unito e dall’Unione Europea, sentenziando che “gli Stati Uniti sono tornati, e nel muoversi con più coraggio non sono soli”. Per Obama, però, la cosiddetta “cattiva notizia” sta nel fatto che, nonostante tutto, si è relativamente indietro nell’ambito di alcuni obiettivi. Nel particolare, ha individuato l’assenza di alcuni tra i maggiori emettitori a livello globale, come Cina e Russia, alla conferenza. Per Obama, questa mancata partecipazione implica una “pericolosa mancanza di urgenza”, nonché “volontà di mantenere lo status quo”, da parte di queste nazioni.


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