Nutri-score: il punteggio che minaccia il Made in Italy

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Nutri-score: il punteggio che ostacolo il Made in Italy

Il Made in Italy rischia di affondare. Il Nutri-score penalizzerà i prodotti agroalimentari che esportiamo in tutto il mondo. Olii, formaggi e salumi, che rappresentano l’eccellenza del nostro comparto alimentare, potrebbero costarci 28 miliardi di euro. Un guadagno di cui le nostre aziende non possono fare a meno, soprattutto in questo momento. Questo perché Nutri-score, attraverso un algoritmo, penalizza i cibi che contengono zuccheri, grassi saturi e sale, forieri di malattie cardiovascolari.

Cos’e Nutri-score?

Nutri-score è un punteggio che valuta la salubrità degli alimenti. La scala di valori va dalla A alla E, dove A è il massimo della salubrità ed E rappresenta una bocciatura. I valori che la scala calcola sono la densità energetica, i grassi saturi, lo zucchero ed il sodio. Sviluppato in Francia, questo sistema che valuta le qualità energetiche dei prodotti finisce per penalizzare il Made in Italy per le ragioni sbagliate. Prendiamo come parametro di confronto l’olio extravergine d’oliva, un prodotto che ci ha resi famosi, e vediamo perché il Nutri-score lo posiziona a metà classifica.

Il parametro calorico

Un cucchiaio d’olio extravergine contiene circa 90 calorie. Questo comporterà una densità energetica alta e non è un caso che nella scala di valori il nostro olio si posizioni a un passo dalla zona arancione. Un prodotto artificiali come la Coca Zero, che possiede valori energetici molto bassi, avrà invece una valutazione più alta del nostro parmigiano. Il Nutri-score rischia di smontare il mito della dieta mediterranea, che comprende una grande varietà di alimenti. Alcuni di essi possiedono un alto contenuto calorico, ma se assunti in dosi moderate non comportano rischi per la salute del consumatore.

Il Nutri-score penalizza il Made in Italy

Il Grana Padano, l’olio extra vergine ed il prosciutto di Parma hanno valori nutrizionali che Nutri-score percepisce come meno salubri di altri prodotti, trattati artificialmente. Questo ha indispettito non solo produttori ma anche politici come Matteo Salvini, che in un tweet ha scritto: “Questo supera ogni confine di idiozia: semafori rossi per metterci in guardia dai prodotti della dieta mediterranea, semafori verdi per bibite come la Coca Zero”.

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