Nuovo lockdown Barcellona: consigliato stare a casa

I sindaci metropolitani di Barcellona denunciano la mancanza di coerenza nelle misure restrittive del governo. Un lockdown senza regole imposte

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Spiagge Barcellona

Dalle nove del mattino di questo sabato, sono in vigore le nuove restrizioni sociali, un nuovo lockdown a Barcellona. Compresi nel provvedimento ci sono 12 comuni dell’area metropolitana.

Le nuove limitazioni

Limitazione della capacità nei bar e ristoranti al 50%. Una distanza di due metri tra i tavoli all’aperto. Divieto di riunioni pubbliche e private per più di 10 persone. Chiusura di palestre, luoghi culturali e ricreativi. Sono attive le raccomandazioni di rimanere a casa. Tranne che per lavorare, fare shopping, andare dal medico, prendersi cura degli anziani, dei bambini e altre cause di forza maggiore. Biblioteche e musei, tuttavia, rimarranno aperti come anche le colonie e i campi estivi.

Tuttavia, le risoluzioni approvate venerdì dal governo hanno lasciato in sospeso molti dubbi e domande. I sindaci dell’area metropolitana hanno già avvertito di aver bisogno di chiarimenti. Nel campo culturale, ad esempio. La norma prevede la sospensione di eventi culturali e la chiusura di teatri e cinema. Ma molti di questi locali, però, hanno già implementato un protocollo che consente loro di rispettare le misure di sicurezza. Così anche nel campo sportivo. Le palestre devono chiudere, ma il sindaco di Barcellona è stato favorevole all’apertura di centri sportivi comunali, perché rispettano le misure sanitarie e non vi sono state infezioni in passato.

Problema spiagge con il nuovo lockdown di Barcellona

Un altro elemento che è rimasto ‘appeso’ è la situazione delle spiagge. Non vi è alcuna indicazione nella risoluzione approvata venerdì dal governo. In questo campo, i sindaci, hanno deciso di muoversi coesi. Il problema sta nella chiusura forzata di tutte le spiagge di questi comuni. Le persone potrebbero recarsi sulle spiagge di Gavà e Castelldefels (due comuni nell’area metropolitana che non sono interessati dalle restrizioni). La soluzione sta nella possibile riduzione della capacità di accoglienza delle spiagge. In modo che non ci siano folle, ha detto il sindaco di Barcellona.

Lo stesso Torra, il governatore catalano, ha denunciato “incoerenze” tra le linee guida del governo. “Non diremo quali misure devono essere prese, ma chiediamo che siano coerenti, chiare e che siano comunicate a tutti. Inoltre le misure da intraprendere devono avere risorse in modo che possano essere messe in pratica”, ha indicato. I sindaci hanno anche criticato la “gestione irregolare” del governo. “Ci sono più dubbi che certezze. L’ultima fase della crisi pandemica è stata gestita in modo errato. È difficile ora in sole due ore mettere sul tavolo un metodo di correzione. Vogliamo essere corresponsabili, ha avvertito Antoni Balmón (PSC), sindaco di Cornellà.

Funzioneranno le raccomandazioni?

Per quanto riguarda se le raccomandazioni (e non gli ordini), per evitare l’affollamento durante questo nuovo lockdown di Barcellona e comuni limitrofi, siano sufficienti per i cittadini a rispettarle, i sindaci hanno scelto di non parlare. Solo Xabier García Albiol (PP), sindaco di Badalona, ​​è stato più scettico: “Siamo tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo cercare di limitare i movimenti della popolazione. Ma ciò che non possiamo fare è barare in un solitario. Se speriamo che la mobilità si riduca volontariamente, non raggiungeremo i nostri obiettivi. Pregare che alla fine di luglio, la gente rimanga a casa e non vada in Costa Brava o Costa Daurada, equivale a sognare ”.

Incontro per chiarire

Torra ha promesso, secondo i sindaci, la creazione di un piano di protezione civile metropolitano. Ha convocato un incontro questo pomeriggio per chiarire le domande che la risoluzione del governo hanno generato. I sindaci hanno anche chiesto trasparenza nei dati e un miglior sistema di rilevamento e tracciamento casi positivi per contenere il virus.

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