Nuovo Governo: i giovani al centro dell’agenda Draghi?

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In un paio di occasioni pubbliche, Mario Draghi, ha mostrato in modo molto chiaro ed evidente quale sia il suo pensiero sull’Italia, sull’Europa, sui giovani e sul debito pubblico. Proviamo allora, in maniera semplice e schematica, ad analizzare per punti la possibile agenda Draghi.

Mario Draghi: riparte dai giovani?

Il suo punto di vista lo si era chiaramente capito, quando, durante l’intervento al Meeting di Rimini, disse: “Se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l’incertezza e la necessità del cambiamento. Hanno tutte assegnato all’educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani. Riuscendo a gestire il cambiamento e l’incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio“.


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Esiste una questione generazionale in Italia? 

Esiste e lo dicono i numeri. Vediamo qualche dato nel dettaglio.

  • Il sistema educativo italiano non considera le esigenze dei giovani. Basta pensare che molti giovani nella fascia 18-24 anni, circa il 13% di loro non ha completato il ciclo di istruzione secondaria superiore. Ora con l’introduzione della DAD si rischia un risultato ben peggiore.
  • La formazione universitaria: il 40% degli Europei di età compresa tra i 30 e i 34 anni è laureato. Un valore che invece scende sotto il 35% in tutte le Regioni italiane.
  • Lo stesso sistema universitario non riesce, in molti casi, fornire le competenze richieste nel mondo del lavoro, né quindi a garantire un’occupazione ai nostri laureati. Nell’Unione Europea circa 81% degli under 35, con un diploma o una laurea ha un lavoro, mentre tre Regioni italiane occupano gli ultimi posti della classifica messa a disposizione da Eurostat.
  • Il tasso di disoccupazione in Italia per i ragazzi sotto i 25 anni è passato dal 26,6% al 29,7%. Tre punti percentuali di differenza.

Tre punti chiave per ripartire

Protezione

Il Governo Conte ha stanziato 4,47 miliardi di euro per per le nuove assunzioni, di cui solo 340 milioni per le assunzioni di giovani. Si potrebbe ampliare la quota di risorse dedicate agli under 35. Così da ampliare il bacino di aiuti.

Competenze

Per ottenere dei buoni lavoratori di domani, occorre fortemente investendo sulla formazione e sull’educazione di quelli di oggi. Introducendo meccanismi di valutazione e incentivi premiali. Sburocratizzando e aggiornando nuovi processi di formazione, così da aiutare chi è entrato da poco nel mondo del lavoro.

“Debito buono”

Draghi durante l’intervento a Rimini, parlò anche di debito pubblico, in una visione di lungo periodo. Ecco un estratto del suo discorso: “Questo debito sarà sostenibile, continuerà cioè a essere comprato in futuro, se utilizzato a fini produttivi ad esempio investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca […] è “debito buono”. La sua sostenibilità verrà meno se invece verrà utilizzato per fini improduttivi, se sarà considerato “debito cattivo“.