Nuovo Dpcm: da lunedì Dad per quasi 6 milioni di studenti

Le nuove regole, in vigore dal 6 marzo, stabiliscono la chiusura degli istituti nelle zone rosse. La didattica a distanza si applicherà anche nei territori dove il tasso di incidenza del virus è pari o superiore a 250 ogni 100mila abitanti

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Sulla scuola, di fatto, è in arrivo di nuovo il lockdown: da lunedì resteranno a casa 3 studenti su 4. In base a quanto previsto dall’ultimo Dpcm, circa il 73% degli alunni italiani potrebbe ritrovarsi nuovamente alle prese con le lezioni online e questa volta la didattica a distanza non riguarderà solo i ragazzi delle superiori ma anche i bambini della materna e delle scuole elementari e delle medie.

Cosa comporterà questa chiusura?

Si tratterà in poche parole di una chiusura generalizzata, proprio come è accaduto un anno fa a inizio pandemia. E da allora è diventerà tutto più complicato, perché con i bambini a casa le famiglie avranno serie difficoltà sia con il lavoro sia con le lezioni di didattica a distanza che, per i più piccoli, prevedono un aiuto costante di un genitore.


Zona arancione scuro: cosa si può fare e cosa no


Nuovo Dpcm: Dad solo in zona rossa?

La Didattica a Distanza scatterà al 100% nelle zone con rischio elevato di contagio da coronavirus. Ovvero la zona rossa. Ma attenzione, anche in particolari casi, qui di seguito elencati.

Su decisione delle Regioni, in altre zone:

  • Oltre 250contagi/100mila a settimana
  • Se necessario misure più stringenti a causa delle varianti
  • In caso di eccezionale peggioramento nel quadro epidimieologico

La protesta da parte di 5 Stelle

Da parte del Movimento 5 Stelle parte la netta l’opposizione alla chiusura delle scuole: già con la ex ministra all’istruzione Lucia Azzolina, la loro idea è stata sempre ben chiara. Mantenere gli istituti scolastici aperti. E invece ora si procede verso un nuova chiusura della didattica in presenza e al ritorno della Dad che, in teoria, sarebbe dovuta servire solo per brevi periodi: “La Dad non ha funzionato” ammetteva l’Azzolina. “Non possiamo essere d’accordo – sottolineano quindi i deputati del Movimento in commissione cultura alla Camera – con un decreto che chiude le scuole e lascia aperto tutto il resto. Con il nuovo Dpcm si fa un pericoloso passo indietro rispetto alla gestione della pandemia sul fronte scolastico: si sottovalutano i danni formativi e psicologici dei nostri ragazzi e, soprattutto, si rischia di avere l’effetto opposto a quello sperato”.


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