Nuovo caso Englaro?: Samantha 30 anni e una fine dignitosa

Il desiderio di Samantha sarà ascoltato?

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Nuovo caso Englaro?

Tra gli scenari più terribili che ognuno di noi possa immaginare, c’è quello di una vita che però vita non è. Samantha D’Incà è una donna di 30 anni. Attualmente in stato vegetativo, nell’ospedale di Feltre. A causa di un banale incidente. Dunque la delicatezza del tema ci porta a un nuovo caso Englaro?

Samantha è un nuovo caso Englaro?

Per capire la vicenda di Samantha, la riassumo brevemente. La causa del suo stato vegetativo è una polmonite, non Covid. In seguito ad un intervento alla gamba, all’ospedale “San Martino” di Belluno. Al quale Samantha si era sottoposta dopo un banale incidente. Però dopo una settimana dall’operazione, le sue condizioni sono peggiorate. Tanto da portare i suoi polmoni al collasso. E il trasferimento in elicottero all’ospedale di Treviso. Da allora Samantha non si è più ripresa. Ed ora è nutrita e idratata artificialmente in un reparto di lungodegenza. A Feltre. La famiglia quindi, chiede che vengano rispettate le sue volontà. Cioè di porre fine alla sofferenza senza soluzione. Mentre il comitato etico dell’Usl 1, in attesa del provvedimento del giudice tutelare, fa sapere che non ci sono le condizioni per interrompere la nutrizione e l’idratazione artificiali.


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Una via d’uscita dignitosa

E’ assodato che affrontare questo tipo di argomenti per chi basa sulla fede i propri comportamenti è del tutto inutile. Ma il non affrontare la tematica a livello legislativo crea confusione. E va a discapito dei malati. Mentre a noi laici ciò che conta è il principio. Perchè siamo convinti che non esiste ragione per cui lo Stato debba regolare comportamenti individuali che si riflettono in maniera preponderante sulla sfera personale. Se non nel determinare la metodologia migliore per rispettare la volontà dell’individuo. Della pratica della dolce morte non si può laicamente neppure parlare in Italia. Se non per scherzo. E tutti coloro che se ne vorrebbero andare con dignità e decenza dovranno aspettare che la natura faccia il suo corso. Consumate un po’ alla volta nel fisico e nel morale.

L’aspetto legale della vicenda: nuovo caso Englaro?

In attesa di un intervento del Parlamento, sarà possibile per il paziente “tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli” chiedere, di essere aiutato a suicidarsi. Senza indurre nessuno a commettere un reato. In sintesi, in Italia non è stata legalizzata l’Eutanasia ma, con certe condizioni, il suicidio assistito. Il problema pero, è che nel caso di Samantha non c’è nulla di scritto. E si rischia un nuovo caso come quello di Eluana Englaro.

Tra l’etica e la morale

E’ ovvio che preservare la vita è certamente nell’interesse di ogni uomo. Però vi è anche l’obbligo morale. Che ognuno di noi dovrebbe sentire di avere nei confronti degli altri. E cioè la compassione. Persino nei Vangeli il sentimento di compassione viene richiamato così tante volte in riferimento all’attitudine del Cristo nei confronti del prossimo, da configurarsi come caposaldo della morale cattolica. Che poi, però nell’etica religiosa diviene mezzo laddove serve, per poi sparire spesso nella pratica quotidiana.

 L’uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare… deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finché un dio non lo chiama.

( Platone – Fedone)