Nuovo capogruppo Pd: raggiunta intesa alla camera

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Letta

Nuovo capogruppo Pd: come più volte auspicato da Letta si è raggiunta l’intesa alla Camera e Graziano Delrio si è messo da parte. Come ha egli stesso annunciato su Twitter ” La sfida di Enrico Letta e del Pd per la parità di genere è la mia sfida per questo mi faccio da parte per una soluzione che porti una donna alla guida dei deputati Pd. Decideremo assieme per il bene della grande comunità politica”.

Nuovo Capogruppo Pd al senato?

Intanto è scontro al Senato. Andrea Marcucci attuale capogruppo a Palazzo Madama non vuole fare un passo indietro, almeno non ancora e rifiuta pressioni e imposizioni . Marcucci auspica che questa decisione venga presa in autonomia dal gruppo di Palazzo madama, senza nessuna pressione. In una lettera inviata al segretario Letta il capogruppo Pd al Senato scrive ” In questi tre anni ho preso tante decisioni ma non mi sono mai sentito solo, perché non l’ho mai fatto da solo. E anche questa scelta, che tu ci chiedi, la faremo come le altre, tutti insieme, rivendicando la nostra autonomia, rispettando le regole e rigettando anche le imposizioni strutturali”. Ha poi continuato con “In questo gruppo parlamentare crediamo che la questione dell’alternanza di genere sia fondamentale per il nostro partito”.

Sulla questione nuovo capogruppo pd camera e senato, la parola alle donne!

Lia Quartapelle, deputata Pd, raggiunta ai microfoni de “La Presse” si augura che il buonsenso prevalga perché l’obiettivo da raggiungere è comune. “Dare spazio alle donne nelle istituzioni è un modo per dare voce e rappresentanza a quelle donne che nella società stanno facendo molta fatica in questo anno di covid” ha dichiarato la deputata Pd.


Capigruppo donne nel PD come una questione politica


Letta e le donne

A tutti i costi il neo segretario Pd vuole le donne a capogruppo, come ha scritto giorni fa su Twitter, ” la guida del Pd è tutta al maschile. Ai gruppi Camera/Senato suggerisco che dopo tre anni di guida maschile gli ultimi due siano a guida femminile”. Questo ha scatenato un putiferio che ancora non vede risoluzione. Ora la domanda sorge spontanea: ma gli uomini della politica pensano davvero che siano loro a dover scegliere quando le donne possano o non possano fare o dire qualcosa? Se questa è apertura verso il genere femminile, siamo ancora lontani! É proprio il sistema che dovrebbe cambiare assieme ai pregiudizi e le imposizioni di genere maschile, non i capigruppo. Ai posteri l’ardua sentenza.