Nuova eruzione dell’Etna: forti boati e cenere

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Nuova eruzione dell’Etna: forti boati e cenere. Coldiretti: “Sale il conto dei danni nelle campagne con cenere e lapilli sulle coltivazioni di ortaggi, piante e fiori

Nuova eruzione dell‘Etna. Nella notte si è assistito a un graduale incremento dell’attività stromboliana dal cratere di Sud Est, che, accompagnata da forti boati, gradualmente ha dato vita ad una fontana di lava cessata intorno alle 5, a una ormai modesta emissione di cenere che si dirige verso Sud Est e a un flusso lavico ben alimentato che si dirige verso la Valle del Bove.

Gli altri flussi lavici – Un secondo flusso lavico, anch’egli ben alimentato, si è formato poco prima delle 3 e si propaga in direzione Sud Ovest. Si osserva inoltre un ulteriore modesto flusso lavico sul lato Sud orientale del cratere di sud Est. Lo rende noto l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo.

La nuova attività stromboliana è stata accompagnata all’alba da forti boati uditi anche a Catania e da emissione di cenere che sta ricadendo sui centri pedemontani e spinta dal vento fino sul litorale di Acireale. Alle 8 di lunedì mattina, Aeroporto di Catania segnalava su Twitter possibili ritardi su voli in arrivo e in partenza a causa della nuova eruzione dell’Etna.

Coldiretti: “Sale il conto dei danni” – La nuova eruzione dell’Etna fa salire il conto dei danni nelle campagne con cenere e lapilli sulle coltivazioni di ortaggi, piante e fiori. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti dopo l’ultimo risveglio del vulcano con lava dal cratere di Sud Est, boati ed esplosioni che si sentono a chilometri di distanza e caduta di pietre e polvere nera su paesi, vivai e terreni agricoli.

“Un’ulteriore dimostrazione – dice l’associazione – che siamo di fronte a cambiamenti per il vulcano e che quindi bisogna avviare un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli con norme celeri e ad hoc. Si tratta di una emergenza continua, una vera e propria calamità quotidiana”.

“Sono, infatti, oltre sei mesi – sottolinea Coldiretti – che le eruzioni dell’Etna colpiscono pesantemente le aziende agricole presenti nell’area con danni spesso irreparabili alle coltivazioni, ai quali si aggiungono i disagi per chi è costretto alla pulizia straordinaria delle canalette di scolo o alle pulizia delle strade rurali. In molte zone la terra è stata sommersa da una coltre nera. Per pulire le strutture e le coltivazioni servono tempo, acqua e quindi l’impiego massiccio di manodopera