Nucleo TPC di Roma: recuperati nel 2020 1069 beni

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Nucleo TPC di Roma (2)

Alcune opere recuperate dai Carabinieri del Nucleo TPC di Roma, i risultati del 2020 del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Recuperati e sequestrati 1.069 beni

Rispetto al 2019, il Nucleo TPC di Roma oltre a rilevare una complessiva diminuzione dei furti in danno del patrimonio culturale e una diminuzione degli scavi clandestini accertati, esponenziale è stato l’incremento delle compravendite tramite e-commerce.

Ciò ha conseguito un notevole impulso all’attività di controllo preventivo.

Ecco i dati sulle operazioni:

  • controlli ad aree archeologiche: 39
  • controlli ad aree tutelate da vincoli paesaggistici/monumentali: 42
  • controlli ad esercizi antiquariali, commerciali e vari: 72
  • controlli a mercati e fiere antiquariali: 10
  • beni sottoposti ad accertamento fotografico in Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti: 526

Un’operazione del nucleo TPC (Tutela Patrimonio Culturale) dei Carabinieri in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, nella necropoli di Cerveteri

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L’impegno del controllo sul territorio di propria competenza, costituito dal Lazio e dal Molise, ha visto il supporto e la collaborazione delle Soprintendenze competenti, delle direzioni delle strutture museali nonché l’ausilio delle componenti speciali dell’Arma dei Carabinieri, in particolare del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri e l’Aliquota Subacquea.

Con questi militari è stato notevolmente incremento il monitoraggio delle innumerevoli aree archeologiche (anche sommerse) presenti. Grazie ai sorvoli effettuati su vaste zone, si è potuto individuare e monitorare il fenomeno degli scavi clandestini rinvenendone alcuni nella necropoli di Cerveteri (Roma).

Sul piano repressivo, i Carabinieri del Nucleo TPC di Roma hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 64 persone, per delitti commessi contro il patrimonio culturale, in prevalenza ricettazione di opere di provenienza illecita e contraffazione di dipinti di arte moderna e contemporanea, oltre che per reati in danno del paesaggio.

Un’operazione del nucleo TPC (Tutela Patrimonio Culturale) dei Carabinieri in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, agli scavi di Ostia Antica

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 1.069 beni, di cui 120 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 805 reperti archeologici e 53 opere d’arte contraffatte, per un valore economico complessivo stimato in circa 620 mila euro per i beni culturali e di 315 mila per quelli contraffatti, qualora immessi sul mercato come autentici.

Tra i risultati più significativi dell’attività di polizia giudiziaria condotta, si segnalano:

  • Il sequestro di un manoscritto datato 1705, con copertina in pergamena denominato “Liber Mortorum”, appartenente alla parrocchia di San Andrea Apostolo di Gallicano nel Lazio (Roma) e rintracciato sul mercato on-line, subito quindi restituito alla Diocesi di Tivoli – Palestrina
  • Il recupero di 6 sculture in marmo bianco raffiguranti angeli attribuiti a Domenico Antonio Vaccaro (1678-1745), oggetto di furto consumato in danno della chiesa di Santa Maria del Plesco, a Casamarciano (Napoli), denunciato nel 1999 presso il Nucleo Carabinieri TPC di Napoli, con conseguente restituzione al Palazzo Vescovile di Nola (Napoli) lo scorso 8 luglio
  • Nell’ambito di attività informativa finalizzata al recupero di beni culturali, unitamente a personale del Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma e funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti, l’individuazione ad una profondità compresa tra i 32 e i 40 metri, a largo dell’isola di Ventotene (Latina) in località “Punta dell’Arco” di 6 ancore di epoca romana in pietra e in ferro, 2 ceppi di ancora e una contromarra in piombo.
  • Il sequestro 2 dipinti olio su tela raffiguranti “Paesaggi laziali d’invenzione con fiume, torrioni, edifici e astanti” attribuiti all’artista Paolo Anesi (1697-1761), del valore complessivo di 40 mila euro, provento di furto commesso nel 1982 presso un’abitazione di Spoleto (Perugia).
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