Certi personaggi sono la dimostrazione che non è necessario avere una lunga vita per fare qualcosa di speciale e venir per questo ricordati. A volte, anzi, è vero il contrario.

Naturalmente la protagonista che vedeva la luce novant’anni fa non è l’unica ad aver scritto di temi delicati come l’Olocausto, anche trovandosi da ebrea (e quindi fuorilegge) nel bel mezzo del periodo più buio della storia recente. Ma le pagine scritte da questa ragazzina nata come cittadina tedesca, successivamente naturalizzata olandese e di religione ebraica da sempre hanno qualcosa di più, anche solo perché nascondono un innegabile talento.

Biografia di Anne Frank

Annelies Marie Frank, chiamata semplicemente Anne, venne al mondo il 12 giugno del 1929. Secondogenita della famiglia formata già da Otto Frank, Edith Hollander e Margot Frank (nata nel 1926) lasciò presto Francoforte sul Meno, il suo luogo di nascita, per trasferirsi ad Amsterdam e sfuggire alle prime leggi razziali. Inizialmente i quattro riuscirono a cavarsela abbastanza bene, anche quando l’azienda cui faceva capo il padre venne “epurata” dagli ebrei; si erano ambientati nella nuova città, avevano imparato l’olandese e le ragazze avevano stretto nuove amicizie.

Le due sorelle Frank erano molto diverse, Margot seria e posata, con il sogno di aiutare gli altri e Anne più vivace, pregio che manifestò sin dalla più tenera età. Come molti bambini dell’epoca studiò in una scuola che usava il metodo Montessori, ma anche se aveva sempre amato scrivere ed inventare racconti, nessuno avrebbe mai pensato che possedesse la profondità d’animo che mostrerà poi nel famosissimo Diario.

Il Diario di Anne Frank

Ricevette il suddetto diario come regalo di compleanno, nel ’42, a tredici anni. Qui registrò fedelmente la sua vita di ebrea cui ogni giorno venivano imposte nuove e più umilianti restrizioni, ma soltanto pochi mesi dopo l’intera famiglia fu costretta a nascondersi; nonostante il padre avesse preso quella decisione da tempo, tutto venne accelerato da una chiamata da parte delle SS riguardante la giovane Margot, appena sedicenne. Così i quattro Frank, i loro amici van Pelt col figlio Peter e il dentista Pfeffer si trasferirono al piano superiore degli uffici dove lavorava Otto Frank, e i suoi collaboratori, che ormai si erano affezionati a lui si presero cura degli otto inquilini, rischiando ogni giorno la vita.

La permanenza nell’ormai celeberrimo “alloggio segreto” durò due anni, tutto documentato dall’adolescente che ebbe modo, nella solitudine dell’isolamento forzato, di capire sé stessa e di affrontare sulla carta anche temi delicati come i rapporti fra i genitori e la sessualità. Naturalmente, essendo nei primi anni Quaranta non era usuale che i genitori parlassero apertamente di certe cose coi figli, ma Anne, a quindici anni era curiosa, voleva sapere e comprendere, e girò tutti i suoi interrogativi alla sua fedele amica di penna, l’immaginaria Kitty cui il diario è rivolto.

Controversa è la questione di come i clandestini vennero scoperti, il 4 agosto del 1944. Per molti anni si è creduto che fosse arrivata una telefonata anonima, e si è sospettato di un magazziniere dell’ufficio o perfino degli stessi protettori; oggi, pare che il rifugio sia stato scoperto per puro caso, forse per scarsa attenzione da parte degli stessi inquilini.

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L’arresto

In ogni modo, gli otto conviventi vennero arrestati e quasi subito smistati in diversi campi: Anne, sua sorella e sua madre vennero divise dal padre, l’unico a sopravvivere. Le due sorelle furono poi separate dalla madre, che morì di stenti ad Auschwitz Birkenau. Margot ed Anne finirono a Bergen Belsen, dove si ammalarono di tifo. La prima a morire fu la sorella maggiore, e dopo poco Anne la raggiunse, arrendendosi al male e convinta che nessuno della sua famiglia fosse sopravvissuto.

Di Anne Frank si potrebbero scrivere mille altre cose, ma personalmente, per chi volesse saperne di più consiglio la biografia di Ann Rule, Storia di Anne Frank, molto dettagliata e ricca di testimonianze di persone che avevano conosciuto Anne e la sua famiglia. Se invece volete riscoprire la Anne Frank scrittrice, oltre al diario vi segnalo la sua raccolta di brevi racconti, intitolata Racconti dell’alloggio segreto. Leggendo tutti i suoi scritti, viene inevitabile chiedersi quante cose avrebbe potuto scrivere ancora se oggi potesse festeggiare i suoi novant’anni.

Concludendo, tanti auguri, Anne, e grazie per il mondo interiore meraviglioso che ci hai lasciato.

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