Notte di Sant’Ambrogio: l’arte della moda ci fa riflettere

Ecco come si è svolta la notte di Sant'Ambrogio ieri sera. E il significato che quest'evento ci dona.

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Sant'Ambrogio

Proprio nella giornata di ieri a Milano si è posata una bacchetta magica. E con un incantesimo, ha reso la notte di Sant’Ambrogio un po’ più fatata del solito. Ci troviamo al Teatro alla Scala per la prima di “A riveder le stelle”. A dirigere l’opera è il il direttore d’orchestra Riccardo Chailly. Alcuni abiti firmati Giorgio Armani donano agli esecutori un tocco di fashion.

Come si è svolta la prima di Sant’Ambrogio?

Stiamo parlando di un evento a porte chiuse. Per quanto questa notte sia solitamente acclamate e attesa da migliaia di persone, quest’anno la musica è cambiata. La priorità è sempre e solo una. Proteggersi dal Covid-19. Diminuire la curva dei contagi. Tuttavia, le norme di restrizione dovute al virus non hanno impedito all’avvenimento d’incantare gli spettatori. Il tutto è stato visibile su Rai 1 e Rai Play. I protagonisti della serata: Kristine Opolais, Lisette Oropesa, Marianne Crebassa e Vittorio Grigolo. Tutte figure vestite Giorgio Armani, per l’evento speciale. E il loro esempio è stato seguito anche dai ballerini. Nicoletta Manni, Martina Arduino, Virna Toppi, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Maro Agostino e Nicola Del Freo hanno infatti compiuto la stessa scelta stilistica.

L’abito non fa il monaco?

Viviamo nella società dell’apparenza. Nella quale si giudica il libro dalla copertina. La moda si trova in una posizione di mezzo, in questo senso. Per quanto si tratti di una forma artistica ed espressiva, è anche vero che non tutti riescono a vedere questo lato. C’è chi considera un capo firmato un mezzo di notorietà. E mai come in quest’epoca considerarsi degni di nota è considerato importante. Non tanto perché un pizzico di fama arricchisca la vita. Piuttosto, in un mondo che raramente considera l’essenza, abbellire il proprio “biglietto da visita” può dirsi la chiave per la nostra mente. Un metodo per invogliare il prossimo a conoscere chi siamo veramente. A non limitarsi a vederci. Bensì, a guardarci con occhi profondi. In questo senso, la notte di Sant’Ambrogio ci dona un insegnamento su cui vale la pena riflettere.

Così affermava il Piccolo Principe

“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Con queste parole, il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry ci dona una lezione ancora attuale. Troppo spesso si tende a considerare gli altri non per ciò che sono realmente. Piuttosto, per le supposizioni che gettiamo su di loro. La società odierna si basa su metri di paragone idealizzati e generalizzati. In tutto questo, la moda fa la sua parte. Fin dall’infanzia e dall’adolescenza si fa distinzione fra un capo di lusso e un abito più comune. Le differenze sociali si basano sovente sull’abbigliamento di una persona. Fra gli adolescenti vige ancora la regola che la scarpa firmata indica l’appartenenza a un determinato ceto sociale. La notte di Sant’Ambrogio, non ha mai avuto l’intento di trasmettere questi messaggi. Il fatto che proprio un evento così importante abbia scelto abiti griffati Giorgio Armani, fa luce su un punto focale.

La moda è arte. Bellezza. Arricchimento. La si può apprezzare ammirandola sfilare su una passerella. Sbirciando una vetrina di lusso. Ieri sera, la si è ammirata mitigarsi con la musica. Si è posta la moda al pari di qualsiasi altra forma artistica. Proprio come a rivelarci la sua autentica essenza. In statistica, si definisce con questo lemma la tendenza più diffusa all’interno di un determinato insieme. Oggi sappiamo che questa parola ha un significato differente. Almeno all’interno della nostra società. Non è necessario uniformarsi con la massa per risplendere. Per quanto un abito di lusso possa apparire come un sogno, non sarà quest’ultimo a definire chi siamo. Dunque, lasciamoci ammaliare dallo splendore di questi abiti. Senza che offuschino la nostra vista. Evitando di guardarli come un oggetto da possedere. Piuttosto, come una luce capace d’irradiarci anche da lontano.


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