I ritardi nell’ottenere i permessi potrebbero posticipare di anni il tempo di costruzione.

L’Authority per l’ energia danese ha portato una battuta d’arresto al progetto Nord Stream 2, il gasdotto sottomarino che collega la Russia alla Germania,che dovrebbe essere costruito entro la fine di quest’anno.

Mercoledì l’Agenzia danese per l’energia ha chiesto alla compagnia di studiare una strada completamente nuova per passare il suo gasdotto attraverso le acque del paese. La Danimarca è l’ultimo paese che deve approvare un permesso di costruzione per Nord Stream 2 – un gasdotto di 1.200 chilometri già in costruzione.

Oltre a minare le speranze di Gazprom di iniziare a rifornire il gas entro la fine dell’anno, complica anche le trattative in corso tra Russia, Ucraina e Commissione europea sul futuro del transito del gas in Ucraina.

Un ricorso alla decisione danese “potrebbe richiedere anni”, ha detto il CEO di Nord Stream 2, Matthias Warnig . 

Il progetto è supportato da cinque società dell’Europa occidentale: l’austriaca OMV, la società anglo-olandese Shell, la francese Engie e la tedesca Uniper e Wintershall.

Il gasdotto, destinato a trasportare 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, ha già due domande in sospeso presso l’Agenzia danese per l’energia.

La domanda originaria riguardava una rotta che attraversava le acque territoriali della Danimarca – che corrono a 12 miglia nautiche al largo della costa – ma questa opzione è complicata da una nuova legge danese che consente al ministro degli esteri di porre il veto a tali progetti per motivi di sicurezza nazionale.

Una seconda opzione sposta la rotta a nord dell’isola danese di Bornholm. Questa alternativa non può essere vietata dal ministro degli esteri poichè si trova nel territorio offshore della Danimarca, una zona che si trova a 200 miglia nautiche dalla costa. Nord Stream 2 ha richiesto un permesso per quella rotta l’agosto scorso ed è  ottimista nell’ ottenerne l’approvazione.

Per contro, l’agenzia danese, ha richiesto a Nord Stream 2 di effettuare una valutazione di impatto ambientale per una terza rotta a sud di Bornholm. La Danimarca e la Polonia hanno di recente raggiunto un accordo su come gestire l’attraversamento del Nord Stream 2 tra le loro frontiere, che per la prima volta consente l’installazione di gasdotti in quella zona.

“Riteniamo che una rotta verso sud sia più ottimale”, ha affermato Ture Falbe-Hansen, portavoce per l’Agenzia danese per l’energia, aggiungendo che le questioni ambientali e di sicurezza sono state le principali considerazioni per la sua richiesta.

Il nuovo processo darebbe il via a una nuova serie di consultazioni con i paesi limitrofi e le parti interessate, probabilmente ritardando il progetto. 

Warnig ha dichiarato che la scadenza per fare appello contro la decisione danese scade il 23 aprile. Ma questo procedimento richiederà già diversi mesi e può essere nuovamente impugnato (due possibili procedimenti giudiziari) .In ogni caso potrebbero essere necessari anni. paventando l’opzione di un’alternativa nell’Europa meridionale per il passaggio del gasdotto.

Sebastian Sass, rappresentante dell’UE per Nord Stream 2, ha affermato che la compagnia “valuterà attentamente” la richiesta dell’agenzia e “deciderà poi quali misure adottare”, aggiungendo che l’agenzia “non ha respinto nessuna delle due domande di autorizzazione pendenti del Nord Stream 2. “

Ma è chiaro che la decisione è un problema per il gasdotto.

Marco Giuli, analista politico presso l’European Policy Center, un think tank, ha dichiarato: “sicuramente gli ostacoli normativi causeranno ritardi alla costruzione e al funzionamento di Nord Stream 2”.

Questa situazione potrebbe anche portare a futuri negoziati con l’Ucraina per quanto riguarda il transito del gas. L’attuale contratto scade alla fine di quest’anno e i russi sono stati diffidenti nell’impegnarsi a continuare a inviare ingenti volumi di gas verso l’UE attraverso l’Ucraina.

Ma un grande ritardo nel completamento del gasdotto sottomarino potrebbe costringere Mosca a continuare a fare affidamento sul transito ucraino.

“Una proroga del Nord Stream 2 cambierà le dinamiche nei negoziati per un nuovo contratto di transito del gas attraverso l’Ucraina”, ha dichiarato Georg Zachmann, senior fellow di Bruegel, un think tank di Bruxelles. “Gazprom sperava di essere in grado di ottenere ottime condizioni per questo nuovo contratto, in quanto Nord Stream 2 gli avrebbe permesso di essere ampiamente indipendente dal sistema di transito del gas in Ucraina. Un rallentamento del progetto potrebbe portare Gazprom in un circolo vizioso dai risvolti indefiniti”.

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