Nonna Wong: il simbolo della libertà a Hong Kong

Una forza della natura

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Nonna Wong proteste Hong Kong

Si dice che ogni età abbia alcune peculiarità che la caratterizzano. L’infanzia, è composta da corse su prati immensi, giostre colorate e favole della buonanotte. L’adolescenze, è fatta di dubbi, cambiamenti e prime esperienze. Essere adulti significa invece caricarsi di responsabilità, trovare un’indipendenza, abbandonare il nido. Poi arriva la vecchiaia. Diventare anziani, da molti è considerata una fortuna. Non tutti, purtroppo, riescono a vedere il proprio viso coperto di rughe e la propria giovinezza scomparire a poco a poco. Si vede la vecchiaia come il tramonto della vita. Quel periodo in cui ci si dovrebbe riposare, svolgere mansioni di poco conto e magari godersi i nipotini. Eppure, alcuni anziani hanno un’idea diversa di questa parte di vita. Un esempio, è nonna Wong.

Chi è nonna Wong?

Anche in Italia, le proteste di Hong Kong hanno risuonato per mesi. A dare voce a questa rivoluzione, vi è una donna divenuta simbolo principale della rivolta. Alexandra Wong, detta “nonna Wong”, è una signora di sessantaquattro anni. Dunque, non si parla di una persona realmente anziana, ma comunque di una figura eccentrica per la sua tenacia. Si tende a considerare le manifestazioni in piazza come un’azione svolta tipicamente dai giovani. Sono coloro ai quali appartiene il futuro, che devono scendere in strada a far sentire la loro voce. Alexandra Wong non la pensa così. <<Voglio che le persone anziane e quelle di mezz’età si battano per i giovani. Il mio dovere è prendermi cura dei giovani>> Afferma la donna, in un’intervista alla CNN. Il suo è dunque un esempio per tutti. Combattere non solamente le proprie battaglie, ma anche quelle altrui, è uno dei principali motori del mondo.

Tra consapevolezza e patriottismo

La donna, è di origini cinesi. Eppure, durante le proteste a Hong Kong, la si vede sfilare imbracciando una bandiera britannica. La storia della Wong, è fatta di arresti e libertà limitate. Durante il suo primo arresto, la polizia le ha domandato del suo ruolo all’interno della protesta. <<Lei è cinese. Dunque perché si schiera dalla parte della Gran Bretagna?>>, Le ha chiesto uno dei poliziotti, minacciandola in caso di omissione di risposta. La donna, nonostante fosse pervasa dalla paura, ha raccolto il suo coraggio, e col cuore in gola ha esplicato le sue ragioni. Ha semplicemente risposto che la sua intenzione non è quella di schierarsi con un partito politico. Lei prende parte alle protesta perché crede nella giustizia, e desidera la democrazia. La sua opinione, è che Hong Kong è stata governata meglio dal colonialismo inglese, rispetto a quello cinese.

In quel momento, nonna Wong si è ritrovata con mente e cuore nettamente separati. Tuttavia, nel suo caso non si può parlare di patriottismo. Lei stessa, afferma che, col passare degli anni, ha cominciato a risentire dei limiti del suo paese. Originaria di Shenzhen, città cinese, nel momento in cui la signora si ritrovata a vivere la metropoli nei panni di un’adulta indipendente e formata, nella sua mente è scattato qualcosa. <<Mi sono accorta che qualcosa non andava. Dopo aver viaggiato per il mondo, ho notato una certa discrepanza tra alcune zone. Ho cominciato a chiedermi perché in alcuni stati e città la vita fosse semplice e felice, mentre in altre parti del globo fosse tutto il contrario. Ho capito che tutto ciò è ingiusto. Ecco perché ho cominciato il mio attivismo. E Hong Kong ha un disperato bisogno di libertà>> Afferma la donna.

Una forza travolgente

Alcune persone sostengono che raggiungere l’anzianità, significhi arrivare a capolinea. Quella fermata finale alla quale gli autisti ti obbligano a scendere anche se hai bisogno di percorrere il giro a ritroso. Eppure, anche a capolinea si può trovare un nuovo stralcio di vita. Una scoperta della quale, se non fossimo scesi lì, non avremmo mai fatto esperienza. Nonna Wong, probabilmente non considera la sua età il capolinea, bensì un nuovo punto di partenza. Dicono che non sia mai troppo tardi per reinventarsi. Per prendere consapevolezza. Per fare un salto di qualità nel nostro agire quotidiano. Questa donna, nonostante minacce e arresti, non si è mai fermata. In nome della giustizia e dell’umanità, ha fatto sì che molte altre persone prendessero un po’ della sua forza e la facessero propria. Poiché, combattere la violenza e battersi per la libertà, non è mai fuori moda.

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