“Non tacerò”. La storia di Don Peppe Diana

Il 19 marzo 1994 fu assassinato Don Peppe Diana, il prete che ha pagato con la vita il coraggio di schierarsi

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Don Peppe Diana

Don Peppe Diana, un parroco contro la camorra

Giuseppe Diana, classe 1958, di Casal di Principe natio. Studi umanistici e teologici, prete della Parrocchia San Nicola, in terra casalese. Assassinato brutalmente dai camorristi il 19 marzo 1994. Don Peppe nelle sue omelie diceva sempre: «non basta l’onestà se rimane nascosta. Bisogna fare del bene una bandiera da sventolare contro chi semina odio e morte». Don Peppe quella bandiera la sventolò e lo fece soprattutto quando il vento era contrario. Il parroco di Casal di Principe fu un appassionato della vita, perdutamente innamorato della sua terra, un parroco che seppe trasformare la rabbia contro la criminalità organizzata in una battaglia di amore.

Don Diana: «per amore del mio popolo non tacerò»

Don Peppe Diana con un forte spirito di servizio intraprese la lotta alla camorra. Divise la sua vita con i giovani, disabili, immigrati e soprattutto si mise a scuotere le coscienze della sua gente che da troppi anni conviveva con la violenza della criminalità. Nel Natale 1991, Don Peppe espresse tutta la sua ostinata volontà di sconfiggere il male della camorra; lo fece anche attraverso un piccolo libretto in cui sottolineava la necessità di ribellarsi alla criminalità organizzata. Dall’altare, nelle scuole, tra le strade, in parrocchia, Don Peppe ovunque gridò contro i vituperi della camorra.

19 marzo 1994

La mattina del 19 marzo 1994, Don Peppe come di consuetudine si diresse in chiesa per la messa mattutina. Fuori la sacrestia lo attese un uomo, questi, un camorrista, sguainò una pistola e uccise Don Peppe Diana. «Camorra infame», «muore a 36 anni il parroco di San Nicola», «la camorra uccide un prete», alcuni tra i titoli dei giornali che annunciarono la triste notizia. La camorra dunque colpì un avversario, un avversario entusiasta dell’amore per il suo popolo e per la sua gente, un avversario da un animo indicibile che stava riuscendo a debellare il mostro criminale. La vita di Don Peppe purtroppo fu spezzata prematuramente ma lo stesso non accadde per il suo sogno che continua, ancora oggi, ad entusiasmare i popoli.

Il paradiso di Don Peppe Diana

Don Peppe Diana desiderava portare un po’ di paradiso sulla terra. Il parroco descriveva la beatitudine eterna come una giornata qualunque ove ogni elemento veniva illuminato da una luce splendente. Ove tutto aveva il sapore del miele fresco di api, ove l’erba, il vino, il grano avevano il profumo dei campi. Immaginava il paradiso come una terra gioconda senza vinti e sconfitti, senza stranieri e oppressi, senza ricchi e poveri. Don Peppe Diana fece della lotta alla camorra una necessità morale e un impegno costante; la sua morte portò dolore e smarrimento ma scosse notevolmente le coscienze che già il parroco aveva toccato. Ancora oggi i suoi pensieri e i suoi inni alla bellezza fanno fiorire speranza e amore su terreni per troppo tempo martoriati.

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