Il Nobel per la pace 2018 assegnato per la lotta contro gli stupri di guerra

In una lista di 216 nomi e 115 organizzazioni, spiccano i nomi di coloro che sono stati insigniti del Premio Nobel per la Pace 2018: la yazida Nadia Murad e il ginecologo congolese Denis Mukwege.

Denis Mukwege (@DenisMukwege) è di origini congolesi, ha 63 anni ed è un medico specializzato in ginecologia e ostetricia. È il fondatore dell’Ospedale Panzi di Bukavu, nella parte orientale del Congo, dove è diventato tra i più grandi esperti mondiali nel trattamento dei danni fisici dovuti agli stupri. Con i suoi colleghi, ha trattato migliaia di pazienti, accolte nella clinica dopo i numerosi casi di stupro avvenuti nella lunga guerra civile del paese.

Nadia Murad (@NadiaMuradBasee), 25 anni, è un’attivista yazida, la minoranza religiosa di lingua curda che negli ultimi anni è stata oggetto di terribili persecuzioni e violenze da parte dello Stato Islamico (o ISIS).

La storia di Nadia è costellata di sofferenza e dolore, ma anche di coraggio. Lei è una delle 3000 donne che furono prigioniere dello Stato Islamico nel 2014, vittime di abusi e stupri. Nadia Murad ha raccontato la sua personale vicenda nel libro “L’ultima ragazza”, pubblicato dalla Mondadori, in cui è possibile scorgere l’odio da parte dello Stato Islamico per gli yazidi, considerati adoratori del diavolo.

Nel 2014 i miliziani dell’Isis sono arrivati a Kocho, il villaggio dove Murad abitava, nell’Iraq settentrionale, e l’hanno rapita insieme ad altre ragazze e bambini. Dopo tre mesi, per un caso fortuito, dovuto alla disattenzione del carceriere, che dimenticò di chiudere a chiave la porta della casa di Mosul, Nadia è riuscita a fuggire.

Lei è oggi un’attivista combattiva, che ha già raggiunto alcuni traguardi: nel 2016 ha vinto il premio Sakharov 2016 per la libertà di pensiero, il più importante riconoscimento per i diritti umani in Europa assegnato dal Parlamento europeo. Ha inoltre ottenuto da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, un team investigativo per raccogliere le prove dei crimini dell’Isis.

“A un certo punto non resta altro che gli stupri. Diventano la tua normalità. Non sai chi sarà il prossimo ad aprire la porta per abusare di te, sai solo che succederà e che domani potrebbe essere peggio” : è probabilmente da tanto disumano dolore che deriva la sua forza.

«Un mondo più pacifico può essere raggiunto solo se le donne e i loro diritti fondamentali e la sicurezza sono riconosciuti e protetti in guerra», conclude il comunicato di annuncio del Nobel. «Denis Mukwege e Nadia Murad hanno entrambi messo a rischio la loro sicurezza personale per combattere con coraggio i crimini di guerra e cercare giustizia per le vittime. Hanno così promosso la fraternità delle nazioni attraverso l’applicazione dei principi del diritto internazionale». Queste parole confermano quanto fu raggiunto 10 anni fa, quando la Risoluzione 1820 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu stabilì che l’uso della violenza sessuale come arma di guerra e conflitto armato costituisce sia un crimine di guerra che una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali.

“Per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre”: l’annuncio è stato fatto intorno alle 11 di oggi a Oslo, in Norvegia, dal Comitato norvegese per i Nobel.

Un’onoreficienza a livello mondiale, che invita tutti gli uomini a gioire per la presenza di persone che antepongono al bene privato la sicurezza e la pace mondiale. Ci sprona inoltre ad agire quotidianamente per salvaguardare dei diritti immortali e naturali: la pace e la sicurezza personale.

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