E’ uscito venerdì  5 Maggio il nuovo album del giovane cantautore tiburtino VonDatty: Ninnananne. Il disco chiude la trilogia iniziata nel 2012 con l’Ep “Diavolerie” e continuata nel 2014 con “Madrigali“. Non poteva scegliere un tema più idoneo a quello della notte, titolo della trilogia sopracitata.

La notte è quando VonDatty scrive le sue canzoni, quando sceglie le note più dolorose per accompagnare i suoi testi, la notte è quando prende coscienza di sé e tira fuori i suoi lati più oscuri. La scoperta del suo nuovo album è senza dubbio un bel percorso al buio, tra le parole strazianti gridate da chi soffre, e l’indifferenza di chi le recepisce. Testi noir, sensibili e malinconici. “Non credere ai fiori in questo tempo che si nutre di me, i fiori sanno illudere”. Non credere ai fiori è il brano che anticipa l’album: si percepiscono forti e chiare le disillusioni e l’amarezza. I temi amorosi sono forti, i rapporti descritti ossessivi.

Il mood alternative e noir di VonDatty quando si avvicina non ti lascia andare senza regalarti qualche sensazione e turbamento. Mi amerai fino alla morte, ma poi mi maledirai canta in uno delle sue dieci dichiarazioni e distruzioni d’amore. Profumo, ha il testo più romantico e dolce, la base crea un elemento di rottura fortissimo, riportando al nero l’alone colorato che si stava creando nell’aria. Amore della carne è una bellissima ballata con incidenze molto rock.

VonDatty ci regala la sua visione pessimistica e distopica. Nel caso vi andasse di ascoltare Ninnenanne dal gusto ipnotico e noir, iniziate a spegnere la luce e a dare un’occhiata qui:

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