Niente da fare: il superbollo auto resta dov’è

Bocciato l'emendamento che prevedeva l'abolizione della tassa

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alfa giulia gta sauber

Chi tra di voi sperava nell’abolizione dell’odiato superbollo auto resterà deluso. Infatti, la commissione Finanze e Lavoro del Senato ha respinto l’emendamento che prevedeva la cancellazione di quel balzello che scatena le ire dei proprietari delle auto potenti. La commissione stava esaminando le cosiddette addizionali erariali, ossia quelle tasse che non davano gettiti significativi per lo Stato, e ha deciso di non rimuovere quella sul possesso dei veicoli oltre una certa prestazione. L’emendamento era stato proposto da alcuni senatori di Fratelli d’Italia, come correzione al Decreto Fiscale oggi in fase di discussione.

Continueremo a pagare il Superbollo auto?

Per il momento, dunque, il balzello resta. La sua storia abbiamo imparato a conoscerla. Nel 2011 il Governo Berlusconi 4 doveva recuperare un sacco di denaro, quindi si è inventato un’imposta extra per le autovetture di potenza superiore ai 306 CV. Il Governo Monti l’ha poi inasprita, abbassando la soglia a 257 CV. il risultato è stato un bagno di sangue, con vetture compatte che rischiavano di pagare quanto certi SUV! Per fortuna, il superbollo adotta un sistema a scalare, che prevede uno “sconto” man mano che la vettura diventa, diciamo, “storica”. Il sistema attualmente prevede una tariffa di 12 euro a kW per le vetture che hanno fino a cinque anni, che si abbassa a 6 euro a kW per le vetture da sei a dieci anni, per poi arrivare a tre euro a kW fino ai 15 anni.


Abolizione superbollo: il Parlamento torna all’attacco


Al ventesimo anno di età scatta l’esenzione, ossia la famosa agevolazione per le youngtimer. Quest’ultima è stata oggetto di revisione da parte del Governo Renzi, che nel 2015 l’ha convertita in una riduzione del bollo standard del 50% (anche se alcune regioni, come la Lombardia, hanno mantenuto l’esenzione totale). Questa agevolazione è oggetto di un altro emendamento, a firma PD, M5S e IV, che ne propone l’abrogazione. Tornando al Superbollo, i dati ci dicono che nel 2019 l’addizionale erariale ha portato alle casse dell’erario 127,5 milioni di euro, più 17,7 milioni ricavati da accertamenti e sanzioni. Il dato segna un più 8% rispetto al 2018. In totale, tra il 2012 ed il 2019, lo Stato ha incassato 903 milioni di euro, con una media di 113 milioni all’anno.

Immagine in evidenza di Sauber Group, per gentile concessione