Nicola Gratteri: il “maxi processo” di cui nessuno parla

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Nicola Gratteri

Nicola Gratteri vive sotto scorta da trent’anni per le minacce ricevute dalla criminalità organizzata. La ’ndrangheta è al centro dell’inchiesta della sua procura. Durante un’audizione alla Commissione parlamentare antimafia, Gratteri ha dichiarato: “Facendo le cose per come si devono fare, nel giro di un paio di anni racconteremo una Calabria diversa”.

Chi è Nicola Gratteri?

Nicola Gratteri è un magistrato impegnato in prima linea contro la ‘ndrangheta. Vive sotto scorta da quando il 21 giugno 2005, il ROS dei Carabinieri ha scoperto un arsenale per un attentato ai danni di Gratteri. In qualità di Sostituto Procuratore, coordinò il 14 novembre 2003 un’imponente operazione. Durante questa, circa 1000 carabinieri arrestarono nella notte oltre 100 persone.

L’inchiesta calabrese

È dei primi giorni del 2021 la notizia dell’assoluzione, in primo grado, di Mario Oliverio. Imputato per corruzione e abuso d’ufficio dalla procura guidata da Gratteri, l’ex presidente della regione Calabria è stato scagionato “perché il fatto non sussiste”. Il 13 gennaio è partito a Lamezia Terme, in un’aula bunker costruita ad hoc, il processo seguito all’inchiesta Rinascita-Scott. Gratteri l’ha definita la seconda più importante dopo il maxi-processo di Palermo

Il “maxi processo” di cui nessuno parla

Sui social circola un messaggio. Accompagnato dall’hashtag #grandenicolagratteri e #iostocongratteri, il messaggio dice: “in Calabria, tra misure di sicurezza eccezionali e giornalisti da ogni parte del globo, è in corso il processo più imponente degli ultimi 30 anni. La cosa sconcertante che nessun telegiornale, nessun giornale, nessun politico di ogni colore, abbia speso una sola parola di sostegno su questo straordinario uomo che da solo sta sfidando la ‘ndrangheta. Diamogli noi la visibilità che merita”.

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