Nichi Vendola, buon compleanno!

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Nichi Vendola

Nichi Vendola: gavetta politica tra PCI e Bertinotti, la presidenza della Regione Puglia, Sinistra Ecologia e Libertà

Spesso ci occupiamo di biografie di volti noti; musica, letteratura, spettacolo, politica. Oggi è la volta dell’ex Presidente della Puglia Nichi Vendola. Egli nacque il 24 Agosto 1958 a Bari. Il diminutivo Nichi, poichè il suo nome autentico è Nicola, fu scelto dai genitori in ricordo di Nikita Krusciov. Vendola si laureò in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Prima ancora di intraprendere il percorso di studi, Vendola fu sempre appassionato di letteratura. Per un periodo della sua gioventù lavorò anche come correttore di bozze in una piccola casa editrice; lavoro che gli permise di acquistare tutte le opere di Cesare Pavese e di Bertold Brecht. L’acquisto di quelle opere fu per Nichi Vendola un evento molto importante, ancora oggi lo ricorda con estrema commozione.

Nel 1972 si iscrisse alla Federazione dei Giovani Comunisti e divenne membro del leggendario Partito Comunista Italiano. Vendola nel 1978 dichiarò la sua omosessualità e negli anni ottanta fu tra i promotori e fondatori dell’associazione Arcigay e della Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS. Quando il PCI si divise, il politico continuò la sua avventura politica con Rifondazione Comunista, con Rifondazione divenne deputato nel 1992, nel 1994, nel 1996 e nel 2001.

Rifondazione Comunista e la Puglia

Parte della vita politica di Nichi Vendola è legata al Movimento per la Rifondazione Comunista. Il politico pugliese lavorò anche nella redazione del movimento Liberazione; nel Partito, dal 1991 al 1995, fu a fianco di Sergio Garavini ma poi divenne il braccio destro di Fausto Bertinotti. Durante gli anni di militanza politica, Nichi Vendola divenne anche segretario della Commissione parlamentare antimafia. Il nuovo millennio segnò molto e politicamente la vita del politico Vendola: nel gennaio del 2005 vinse le primarie che determinarono poi la sua vittoria come presidente della Regione Puglia. Da quel momento mise al suo pollice destro un anello che gli fu regalato da un pescatore di Mola di Bari. Si tratta dell’alleanza della mamma di questo suo fan, che per Nichi Vendola rappresentò «una specie di matrimonio con il popolo». In qualità di Presidente della Puglia, Vendola operò con passione e zelo ed ottenne diversi successi; promosse l’attività culturale attraverso l’Apulla Film Commission, azienda che permise le realizzazione dei Cineporti di Bari e Lecce e di Puglia sounds. Promosse inoltre la cultura della produzione di energie rinnovabili e nel 2012 l’ISTAT fornì dati occupazionali molto positivi sulla Puglia. Vendola durante i due mandati della presidenza fu anche al centro di polemiche e indagini relative soprattutto all’Ilva e al Sistema Sanitario ma in seguito a tutto l’iter d’inchiesta non fu mai colpevolizzato anzi, gli venne sempre riconosciuto l’ottimo lavoro compiuto in terra pugliese.

L’anno 2009 fu l’anno del progetto politico di Nichi Vendola: Sinistra, Ecologia e Libertà, partito di cui fu il Presidente. SEL per Vendola significò un concetto culturale: una collaborazione politica e sociale per inseguire il sogno di un’Italia migliore. Al seguito di Vendola prese vita un movimento, le fabbriche di Nichi, spazi virtuali e reali in cui i volontari vendoliani elaboravano idee e programmi con l’obiettivo di attivare un processo di condivisione. Nel 2010 il Presidente di Sel si candidò alle primarie del centrosinistra, passaggio che avrebbe poi decretato il rappresentante della sinistra per le elezioni nazionali. Nel 2013 fu nuovamente eletto alla Camera dei Deputati ma vi rinunciò per dedicarsi solo alla guida della Regione Puglia. Nel 2016 il partito Sel si sciolse e anche l’ardore politico di Vendola andò via via scemando.

Nichi Vendola, politico, filosofo, magnanimo, dolce. Si è sempre schierato per urlare l’importanza dei diritti, soprattutto quelli legati alla giustizia e all’eguaglianza. Omosessuale, è sempre stato attaccato e screditato ma si è sempre mostrato forte e non ha mai risposto con la cattiveria, ha cercato di lavorare nel rispetto della sua dignità e di quella altrui. Vendola si ritiene ancora oggi un comunista e non un ex comunista anche se ha lasciato la scena sociale e politica.

Ecco un pensiero del politico che sintetizza il suo legame con la sinistra e con il comunismo: «siamo comunisti non per replicare, nei secoli dei secoli, una storia codificata, una liturgia monotona, una forma statica che contiene una verità rivelata: ma per liberarci dai fantasmi e dai feticci di un mondo che strumentalizza la vita, mercifica il lavoro, distrugge la socialità».

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