27 ottobre 1782 nasce Niccolò Paganini

"Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.“ Niccolò Paganini

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La nascita del virtuoso

Nato il 27 ottobre 1782 a Genova, Niccolò Paganini iniziò a suonare il violino all’età di sette anni sotto le istruzioni di suo padre, Antonio Paganini (sebbene Niccolò avesse iniziato a suonare il mandolino all’età di cinque anni). A dodici anni aveva già tenuto il suo primo concerto di violino pubblico, ma continuò a studiare con vari insegnanti, come Giovanni Servetto, e superò rapidamente ciascuna delle abilità del suo insegnante.

Niccolò Paganini

Lo studio ed il perfezionamento

A 13 anni, Niccolò fu portato a conoscere il famoso violinista Alessandro Rolla, ma dopo aver ascoltato il giovane suonare, Rolla rispose che non aveva nulla da insegnare al ragazzo. Ancora pieno di determinazione per essere il miglior violinista che sia mai vissuto, Paganini iniziò un corso di studio autonomo e un duro regime di pratica in cui avrebbe suonato fino a 15 ore al giorno. Più tardi, all’età di 23 anni, quando non era in tournée, Paganini fu il direttore musicale di Elisa Baciocchi, principessa di Lucca, sorella di Napoleone.

Le mani del virtuoso

Le composizioni ed il tour italiano

Paganini iniziò a comporre seriamente dopo il suo primo tour in Italia nel 1797. Si esibì poco durante i primi anni del diciannovesimo secolo, preferendo invece dedicare il suo tempo alla composizione e al romanticismo (combinando felicemente i due quando incontrò una nobildonna fiorentina, fino ad oggi sconosciuta, con la passione per la chitarra). Nel 1805 riprese la sua carriera musicale attivamente, accettando la direzione dell’orchestra a Lucca, quasi un decennio dopo iniziò una serie di concerti in tutta la penisola italiana.

Tour europeo e le leggende

Nel 1825, dopo quasi 30 anni di intensa pratica, Paganini sentì di aver sviluppato sufficientemente le sue abilità per metterle in mostra per tutta l’Europa, lasciò l’Italia per un ampio tour europeo (debuttò a Vienna 1828, Parigi 1831, Londra 1831). La sua strabiliante abilità tecnica ha stupito il pubblico facendo sorgere molte leggende fantasiose per spiegare le sue straordinarie abilità uno dei più popolari sosteneva che fosse in combutta con i poteri demoniaci, una leggenda piuttosto supportata dai suoi lineamenti scarni e pallidi.

Il contributo alla musica

Guarnieri lo strumento di Paganini, Cremona 1743

L’impatto di Paganini sulla musica del diciannovesimo secolo non può essere sottovalutato: ha stabilito uno standard completamente nuovo di virtuosismo tecnico; fu tra i primi musicisti a sostenere la musica di Hector Berlioz, le sue opere ebbero l’effetto ispiratore sul giovane Franz Liszt – che si prefiggeva di duplicare i successi di Paganini al pianoforte – avrebbe cambiato per sempre sia il corso della musica che la vita del giovane Liszt. Le composizioni di Paganini, tra cui un numero non identificato di concerti per violino (circa sei sono in circolazione) e numerose opere da camera, sono state più o meno abbandonate. I concerti sono scritti nello stile italiano dell’epoca, oscillando tra fascino lirico e esibizione tecnica feroce.

Paganini non ripete

Il famoso detto “Paganini non ripete” ha origine nel febbraio del 1818 al Teatro Carignano di Torino, quando il re Carlo Felice di Savoia, dopo aver assistito ad un suo concerto fa in modo che gli arrivi la preghiera di ripetere un brano. Paganini durante i concerti amava improvvisare molto e l’energia che metteva nelle sue prestazioni era massima, arrivando talvolta a procurarsi importanti lesioni ai polpastrelli; nell’occasione il musicista fa arrivare al re la sua risposta “Paganini non ripete“. Per questa risposta viene conseguentemente revocato a Paganini il permesso di eseguire un terzo concerto in programma.

La morte

Dopo aver effettuato un viaggio a Parigi, le sue condizioni di salute peggiorano nonostante provi cure omeopatiche. Dopo aver trascorso un breve periodo di tempo a Genova, si reca a Marsiglia, dove le sue condizioni di salute si aggravano ulteriormente.

La tomba dove riposa il violinista

Niccolò Paganini diventa afono a causa dell’aggravarsi della sua malattia, la tisi laringea di origine sifilitica: muore il 27 maggio 1840.

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