Nicastri: un impero finanziato da Cosa Nostra. Condannato a 9 anni

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Vito Nicastri condanna
Vito Nicastri condannato a nove anni di galera

Il re dell’eolico Vito Nicastri è stato condannato a nove anni per aver intrattenuto rapporti con uomini vicini al latitante trapanese Matteo Messina Denaro, legato a Cosa Nostra

Vito Nicastri condanna
Vito Nicastri condannato a nove anni di galera

A giugno, la procura di Palermo ha arrestato Francesco Paolo Arata, ex consulente per l’Energia del ministro Matteo Salvini. L’accusa è di intestazione fittizia, corruzione e autoriclaggio. Insieme a lui, è finito in manette anche il suo collaboratore Vito Nicastri. Il “Signore del Vento” e imprenditore di Alcamo è stato accusato di avere rapporti con il latitante Matteo Messina Denaro.

Dopo l’arresto avvenuto a inizio estate, Vito Nicastri ha deciso di collaborare con i magistrati. Ha svelando così alcuni aneddoti riguardanti il socio Arata, tra cui la mazzetta da 30 mila euro promessa al sottosegretario Armando Siri. L’obiettivo di Arata era quello di far passare un emendamento per aprire le porti a nuovi importanti finanziamenti.

Nicastri: 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa

Ma arrivando ad oggi, lo scorso martedì 1 ottobre, Vito Nicastri sarebbe stato definitivamente condattato a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Insieme a lui è finito in manette anche il fratello, Roberto Nicastri.

Già negli anni scorsi, Vito aveva subito una maxi confisca dal valore di un milione e trecento mila euro per le 43 società di capitali. In aggiunta, vennero sequestrati anche 98 beni immobiliari tra i territori di Trapani, Palermo e Reggio Calabria.

Ora, tra le accuse vi è quella di aver intrattenuto rapporti con esponenti di cosche mafiose, in particolare con rappresentanti di gruppi vicini al superlatitante Matteo Messina Denaro. Il boss della mafia trapanese è infatti clandestino dal giugno del 1993. Accuse che Nicastri avrebbe sempre negato, se non fosse per la testimonianza di un pentito, vicino al boss.

A parlare è stato infatti Lorenzo Cimarosa, cugino di Messina Denaro morto due anni fa. Questo avrebbe incastrato il re dell’eolico accusandolo di aver fatto recapitare una borsa piena di soldi agli uomini del boss. Gli investimenti di Nicastri sarebbero serviti per finanziare il suo impero eolico in un gioco di incastri tra i boss mafiosi e i politici locali.

Secondo quanto riportato dal Guardian, i soldi rinvenuti dalle turbine spedite a Malta, Danimarca e Spagna, sarebbero poi finite direttamente nelle casse di Cosa Nostra e di Massimo Denaro. Il mondo dell’eolico sarebbe infatti un posto perfetto per il riciclaggio di denaro sporco, permettendo così a Nicastri di arricchirsi in modo illegale.

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