Netanyahu corteggia omofobi e razzisti per mantenere il potere

Il premier israeliano, un tempo sostenitore dei diritti LGBTQ, ora corteggia omofobi e razzisti nel tentativo di rimanere al potere

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Netanyahu corteggia omofobi

Gli elettori israeliani stanno scoprendo che i politici israeliani sono disposti a tutto pur di rimanere al potere. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, capo di un partito un tempo sostenitore dei diritti LGBTQ, ora corteggia omofobi e razzisti pur di rimanere al potere. In passato il partito Likud ha sempre difeso di diritti LGBTQ e i suoi membri della Knesset erano addirittura usciti dalla Camera quando prendevano parola politici razzisti di estrema destra. Ora non più.

Netanyahu corteggia omofobi e razzisti?

Gli elettori israeliani stanno scoprendo che anche i politici del loro paese sono disposti a tutto pur di rimanere al potere. Il primo ministro Benjamin Netanyahu è capo del partito Likud, sostenitore dei diritti LGBTQ. In passato il partito e il suo leader hanno difeso i diritti LGBTQ. I suoi membri della Knesset erano disposti ad uscire dalla Camera quando prendevano parola politici razzisti di estrema destra. Ora non sembra più così. Netanyahu sembra disposto a corteggiare razzisti e omofobi pur di rimanere al potere.

Secondo quanto riportato dalla CNN, un sondaggio della TV israeliana mostra che il blocco religioso e di destra di Netanyahu otterrebbe un totale di 47 seggi alla Knesset. I sondaggi mostrano anche che il gruppo avversario “Anyone -But-Bibi” guadagnerebbe 58 seggi, a soli tre seggi dalla maggioranza di un seggio necessaria per porre fine al regno di Netanyahu. Inoltre il sondaggio evidenzia che il partito Kingmaker Yamina, guidato da Naftali Bennett, tende verso politiche di destra. Tuttavia la rivalità tra Bennett e Netanyahu e l’ambizione di impadronirsi della destra, significano che per ora Bennett non ha intenzione di unirsi a un blocco elettorale “pro-Bibi”. Questi ultimi sondaggi stanno quindi mettendo in agitazione il premier Netanyahu. E così corre ai ripari guardando all’estrema destra.

Netanyahu guarda all’estrema destra

Secondo il sondaggio di Channel 13, il blocco del partito del sionismo religioso, che include il potere ebraico, dovrebbe ottenere cinque seggi. Ciò si tradurrebbe in un seggio alla Knesset per Itamar Ben-Gvir. Quest’ultimo un tempo era devoto del movimento Kach in Israele che è stato bandito nel 1994 come organizzazione terroristica. Ben-Gvir era apparso su Israeli Channel 11 non molto tempo prima dell’assassinio del 1995 del primo ministro israeliano Yizhak Rabin da parte di un estremista di destra. Si era vantato di come il suo gruppo fosse stato in grado di avvicinarsi così tanto a Rabin da aver rubato lo stemma della sua macchina.

Ora Ben-Gvir è il leader del partito Otzma Yehudit o, Jewish Power. Tale partito è stato descritto come un partito razzista e riprovevole. Al partito di Ben-Gvir si è unito anche Noam, un partito religioso la cui principale ragione di esistere sembra essere l’omofobia.  Il leader del partito Avi Maoz ha fatto una campagna contro l’adozione e la fecondazione in vitro per le coppie dello stesso sesso. Secondo Channel 13 e altri sondaggi il partito di Maoz potrebbe anche vincere un seggio alla Knesset.

Per il partito Likud l’importante è vincere

Se Netanyahu si alleasse con tutti questi partiti estremisti potrebbe riuscire a mantenere il potere in Israele. Nitzan Horowitz, leader di Meretz, partito di sinistra ha affermato alla CNN: “Questo partito è omofobo, è razzista, sostiene la supremazia ebraica, la deportazione degli arabi, questa è la politica medievale. Mi dispiace molto che questo stia accadendo nel mio paese. Penso che sia un peccato che il Primo Ministro Netanyahu sia alleato con quel tipo di persone. È neofascista. Non appartiene a questo posto”.  Eran Globus, un avvocato tirocinante che presiedeva l’Open House for Pride and Tolerance di Gerusalemme per le minoranze, ha detto alla CNN di essere disgustato dall’ultimo patto politico stretto dal premier israeliano.

Il portavoce del Likud Eli Hazan difende la scelta fatta dal partito di allearsi con gli estremisti. Hazan ha affermato: “Bisogna essere pronti a vincere in qualsiasi condizione. Non mi piace questo partito. Non condividiamo nulla con loro, tranne la volontà di vincere le elezioni contro la sinistra”.


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