In una Firenze silenziosa e triste, il mondo del calcio, stamattina, si è puntualmente riunito per rendere omaggio e dare l’ultimo saluto al capitano viola tragicamente scomparso domenica notte in un hotel di Udine. Oltre 10 mila le persone giunte davanti alla chiesa di Santa Croce per assistere ai funerali di Davide Astori. La salma prima di raggiungere il centro della città, è stata portata anche davanti allo Stadio Artemio Franchi dove, in questi giorni, cancelli e staccionate erano stati addobbati con tanto di striscioni, lettere, foto, sciarpe e maglie di ogni squadra.

Nel piazzale gremito di gente, tante le lacrime dei presenti, forte l’emozione dei tifosi viola, innumerevoli le sciarpe, le bandiere e le maglie sventolate al cielo nel momento più triste della giornata, l’addio al loro insostituibile capitano. Una celebrazione durata circa due ore e, nella quale, hanno preso parola tante persone. Tra questi, il fratello di Davide che ha carinamente voluto ringraziare e salutare ogni persona giunta fino a Firenze per onorare l’ormai defunto calciatore : “Non ci sono tante parole: dicevo sempre a lui che quando facevano le interviste diceva sempre le stesse cose, quindi faccio la stessa cosa anche io. In questi giorni ci avete dimostrato quanto volevate bene al mio Davide”.

Toccante anche la lettera, coraggiosamente, letta da Badelj, suo compagno di squadra che, con voce tremolante e rotta dall’emozione dice: “Caro Davide, prendo io la parola, a nome dei tuoi compagni e di tutta la famiglia viola e prometto che sarò breve come piacerebbe a te. Inizio dal significato del tuo nome: Davide in ebraico vuol dire matto, diletto, tanti Re hanno avuto il tuo nome. Per tutte le persone che sono qui a dimostrarti il loro affetto questo è il tuo nome. Davide, tu sei semplice, diretto, pragmatico, con il tuo sguardo profondo riesci a entrare nelle persone e a rimanerci. Davide, tu non sei come tutti gli altri. Tu sei quello che anche non sapendo bene le lingue sei riuscito a parlare con tutti noi a indicarci la strada perché hai sempre parlato col cuore tenendoci uniti. Sei tu che bacchetti i più giovani e inciti noi vecchi. Hai il dono della lingua universale del cuore, dono di pochi eletti. Tua mamma e tuo papá devono sapere che non hanno sbagliato una virgola con te. Se tu sei così è perché te lo hanno trasmesso. Sei esattamente il figlio e il fratello che ognuno vorrebbe avere se potesse scegliere. Sei il miglior compagno di squadra che ogni ragazzo sogna di avere quando inizia il percorso in questo bellissimo gioco. Avere a te al fianco ti fa sentire sicuro e pensare: ‘tanto c’è Davide’. Come possiamo dimenticare le risate? Il tuo modo di scherzare con tutti noi?  Tu, designer di fama mondiale e calciatore nel tempo libero, come ti amavi definire. In realtà tu sei il calcio, quello puro dei bambini. Oggi il nostro pensiero va a mamma a papá, Bruno, Marco, Francesca e alla principessa Vittoria a cui piace l’uva come a te. Il compito di tutti quelli che le staranno vicino sarà di raccontargli chi è Davide, perché tua figlia crescendo deve sapere che suo padre è un uomo con la U maiuscola. Poi finisco con un aneddoto che conosciamo noi che siamo tuoi compagni e che fa capire ci tu sia a quelli che non hanno avuto la fortuna di conoscerti. Al mattino quando arrivavi nella stanza della fisioterapia, eri sempre tu ad accendere la luce. Tu sei luce, per tutti noi. Grazie Davide.”

Tra la folla macchiata di viola, di gigli e di numeri 13, immancabile la presenza di quasi tutti i suoi compagni di nazionale e di ex club. In rappresentanza dell’ex squadra giallorossa, Florenzi, Totti, Nainggolan, De Rossi, El Sharaawy. Da Milano giunti anche mister Spalletti e Zanetti. L’ex ct Ventura, il presidente della Samp, Ferrero. La Juventus rientrante da Londra con Buffon, Chiellini e Allegri a fare strada a tutti gli altri. E poi ancora, Simone Inzaghi, Costacurta, Tommasi, Perrotta, il presidente del CONI, Malagò. Marco Van Basten, Matteo Renzi, il sindaco di Firenze Nardella.

Tutti estremamente provati hanno degnamente  partecipato alla funzione con grande, immenso rispetto per i familiari di Astori. Accolta da un caloroso applauso, Francesca Fioretti, compagna di Davide che, visibilmente esausta dal dolore ha rivolto un leggero sguardo alla folla prima di recarsi in chiesa.

Al termine del rito religioso, quando il feretro del capitano stava ormai per allontanarsi, palloncini e  fumogeni rigorosamente viola, hanno colorato il cielo di Firenze. Un cielo triste e spento che si è, però, tinto a tema per l’occasione. Immagini che provocano sgomento tra i presenti e i telespettatori. Eventi che, indubbiamente, fanno riflettere. Un uomo prima che un calciatore. Un marito, un compagno, un amico, un figlio, un fratello, un padre. Era questo Astori. Tutto questo. E tornando per un attimo alla lettera scritta dalla Fiorentina, Davide Astori è e sara quello che è stato fino a sabato. La luce. Un abbagliante luce che guiderà la strada dei suoi cari. Della squadra, degli amici, dei familiari. E delle sue donne rimaste, ormai, prive di quello smagliante e fresco sorriso con cui capitanava le loro splendide e serene vite.

 

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