Nell’eterna storia di Amore e Psiche Antonio Canova vive

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Il 137esimo anniversario della morte di Canova riecheggia nell’eternità di Amore e Psiche

Massimo esponente del Neoclassicismo, il nome di Antonio Canova si lega inevitabilmente all’intramontabile Favola di Amore e Psiche. Personaggi della letteratura di Apuleio, Amore e Psiche compaiono all’interno de’ “Le metamorfosi“, eppure la loro origine sembra risalire ad epoche precedenti.

«Amore e Psiche che si abbracciano: momento di azione cavato dalla favola dell’Asino d’oro di Apuleio» sono le parole che, nel 1788, il colonnello John Campbell utilizzò per commissionare la celebre opera.

Il gruppo scultoreo fu realizzato tra il 1787 ed il 1793. Era il pomeriggio del 30 maggio 1787 quando la pietra cominciò a trasformarsi in arte, grazie alle abili mani dello sculture italiano. Egli si ispirò all’iconografia e ad un affresco di Ercolano, i cui soggetti sono una baccante abbracciata da un fauno.

Amore e Psiche” è oggi conservato ed esposto al Museo del Louvre di Parigi. La seconda copia esistente, autentica di Antonio Canova, è tenuta al Museo statale Ermitage di San Pietroburgo in Russia. Dall’Europa all’Oriente l’arte di Canova sorprende ogni generazione e scavalca i gusti personali, diventando meravigliosa agli occhi di uomini e donne.

La leggenda di Psiche: specchio e genesi della realtà

Apuleio narra di una fanciulla oggetto di invidia da parte di Venere, dea della bellezza, in quanto una comune mortale era di una bellezza divina. Cupido, figlio di Venere, s’innamora di Pische, la quale ricambia quest’affetto senza però vedere mai l’aspetto dell’amato.

La crudeli ed arroganti sorelle della giovane donna la convinceranno a guardare l’uomo, il quale le aveva imposto di non porgergli lo sguardo. Una prova fallita le costerà la perdita dell’amato e il mancato raggiungimento dell’immortalità. Le prove affrontate da Psiche furono innumerevoli, quando Prosepina le donò un’ampolla ordinandole di non aprirla, la curiosità prese il sopravvento: dopo averla aperta cadde in un sogno profondo.

Come la Bella Addormentata, solo la volontà dell’amato la risvegliò. L’ausilio di Giove consentì ad Amore di condurre la sua amata sull’Olimpo, la quale divenne una dea dopo aver sorseggiato l’ambrosia. Dall’unione dei due nacque Voluttà.

Cupido e Psiche: emblema atemporale dell’amore

Razionalità ed sentimento sono la combo perfetta dell’amore umano. Voluttà simboleggia il godimento totale, la passione che solo il sentimento amoroso regala.

L’attimo prima di un bacio immortalato nella pietra, uno tocco di labbra che aspetta secoli per divenire tale: Amore e Psiche si rincorrono senza toccarsi. E’ il sentimento amoroso nella sua dimensione più vera, la purezza di una passione a cui non è dato modo di scoppiare.

Nell’abbraccio emerge quello che Ivano Fossati definisce la Costruzione di un amore:

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

Antonio Canova ha scandito nella pietra il poema di Apuleio, la conoscenza umana del sentimento amoroso. Dopo 137 anni dal suo ultimo respiro, il suo nome risuona nell’orizzonte culturale mondiale. Amore e Psiche è un’opera senza tempo e senza spazio, perché ciò che esprime lega il passato con il presente, l’essere umano nella sua essenza primordiale.

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