Nell’esposizione di Street art il messaggio del muro

Le opere di Banksy sul Lago di Garda in una mostra dedicata alla street art internazionale al Castello di Desenzano

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esposizione di Street art
Un lavoro di Banksy

Prodotta dall’agenzia MV Eventi di Vicenza e sostenuta da Arte In, la mostra di Banksy al castello di Desenzano sul Garda presenta anche altri graffittari e autori di murales. Propone infatti le opere di: Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Obey, Space Invader, Ron English, Anthony Lister, Mason Storm, Mark Dean Veca, Martin Whatson. Ci sono anche:Donald Baechler, Paul Kostabi, D*Face, KayOne, MR. Wany, Sandra Chevrier, Icy and sot, Hama Woods, Vhils, Ben Eine, Solomostry, Thetan One, Slog 175, Skaione, Cizerocentodieci, Evyrein. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune l’esposizione di Street art sarà aperta fino al 17 luglio.


Banksy a “The outlaws” con un graffito raffigurante un topo


Perché un’esposizione di Street art al castello di Desenzano sul Garda?

L’Assessore alla Cultura, Francesca Cerini, è la promotrice del progetto e spiega le finalità. “Poter ospitare tra le mura del nostro Castello Medievale una mostra di questo calibro è per me un onore e un onere. Le opere di Banksy e della Street Art internazionale esposte alla rassegna rappresentano quel messaggio diretto che ancora mancava sul nostro territorio. Una comunicazione profonda e spesso disturbante, ma universale, che sarà in grado di attirare un pubblico eterogeneo. I ringraziamenti sono d’obbligo a Matteo Vanzan e Michele Ciolino che hanno permesso di organizzare l’evento in sicurezza”. L’esposizione è aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 18.30. Il biglietto costa 10 €.

L’evento collaterale

Dal 4 giugno al 3 luglio, inoltre, alla Galleria Civica Gian Battista Bosio sarà allestita Alethéia: la ricerca della verità attraverso la conoscenza. L’esposizione trasversale presenterà le opere di sette artisti contemporanei: Guido Airoldi, Angelo Alessandrini, Giorgio Dalla Costa, Daniele Nalin, Manlio Onorato, Donatella Pasin e Maurizio Taioli. I lavori rappresentano uno spaccato della pittura italiana che, dall’estasi dell’Espressionismo astratto ai silenzi dell’introspezione psichica, conduce a riflettere sul significato di essere artista oggi. Con prenotazione e al costo di 3 € a persona per gruppi di minimo 20 persone, è possibile partecipare alle visite guidate e agli incontri col curatore.

Banksy è chi Banksy fa! An unconventional Street Art Exhibition

Matteo Vanzan di MV Eventi parla del progetto. “La mostra è strutturata per essere una riflessione sul fenomeno Banksy, più che essere una mostra di Banksy. Vogliamo porre al visitatore una serie di interrogativi non solo attraverso le opere esposte, ma soprattutto lungo un percorso didattico e emozionale fatto di filmati, gigantografie e testi critici. La Street Art è indomabile, affascinante, misteriosa e per molti versi ancora avvolta nel mistero. È arte senza confini e estesa in ogni angolo del pianeta per raccogliere le voci di un’umanità in continua emergenza espressiva”. Con contenuti nuovi, forme in mutazione continua, la Street Art è affascinate e sexy, alternativa e mainstream. Diventa, dagli anni Ottanta, linguaggio istituzionalizzato in un sistema dell’arte che tutto fagocita. Le più rinomate gallerie newyorkesi iniziarono a interessarsi a nomi, non considerati artisti, ma che la pubblicità trasforma in star, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.

La controcultura della Street art

L’artista di Bristol rappresenta la punta di un iceberg le cui origini si trovano nelle metropolitane degli Stati Uniti la prima metà degli anni Sessanta. Il fenomeno si espande sempre di più nei pieni Settanta. Le contestazioni studentesche e sociali del ’68 sanciscono la nascita della controcultura, sintomo del rinnovamento di stili, linguaggi e forme espressive dal Post-Minimalismo alla Street Art. Scolpito sui muri è un messaggio necessario per esprimere il proprio dissenso, per riappropriarsi di spazi, definiti non-luoghi, la cui genuinità non deve sopportare i vincoli dei circuiti ufficiali. Ecco nascere, in tutto il mondo, un coro generazionale che, parlando direttamente al pubblico, riporta l’arte a una nuova dimensione di significato: lo crea senza mai subirlo. L’esposizione non fornisce definizioni o accademismi, ma presenta la Street Art come linguaggio universale della nostra società.

I materiali in esposizione

L’allestimento al castello di Desenzano conta circa 50 opere, alcune esposte alla Biennale di Venezia, provenienti da collezioni private italiane e dagli stessi artisti. Un’alternanza di lavori su tela, legno, carta, scultura, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati dopo oltre due anni di ricerca. Matteo Vanzan commenta l’evento così. “La mostra presenta cosa sia la Street Art: dove nasca, chi ne siano i principali protagonisti giunti alla ribalta internazionale e quale sia oggi la potenza del muro. Un supporto tangibile su cui gli artisti di tutto il pianeta tessono messaggi sociali che giungono con forza inaudita sino a noi. Il tempo del mondo metropolitano caro a Taki 183 sembra essere finito, ma non quello del mondo underground e dei circuiti alternativi. Come la pittura a buon fresco, anche i lavori su muro oggi assumono un significato allegorico che va contestualizzato alla società contemporanea”.

Immagine da cartella stampa.