Nell’economia in crisi aumentano le vendite per il settore TV

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Dal 9 marzo 2020, una data che difficilmente dimenticheremo, il lockdown ha costretto gli italiani a modificare le proprie abitudini. Chiusi in casa in molti si sono dedicati a nuove attività. Altri hanno divorato ore e ore di programmi attraverso piattaforme classiche come la tv. Oppure quelle di nuova generazione attraverso la rete che oggi per lo più coincidono con l’utilizzo dello stesso dispositivo.

Nelle case degli italiani sono sempre di più le televisioni multimediali. Le cosiddette Smart TV e di nuove ne entreranno da settembre data in cui è previsto un nuovo switch off in previsione di un sistema di codifica del segnale dei canali differente dall’attuale. Sono tutte occasioni per valutare nuovi modelli, nuove funzioni e trovare il mix ideale. Secondo quanto riporta Repubblica, in merito ad un report dell’ istituto di ricerche di mercato Gfk, nel periodo tra aprile 2020 e marzo 2021, in piena pandemia, gli italiani hanno speso per l’acquisto di apparati televisivi quasi 5 milioni di euro, quasi tutti per apparati di nuova generazione.

Il futuro del digitale per la TV

Nell’immediato futuro avremo due eventi che saranno di sicuro stimolo nell’aumentare le vendite di televisori. La prosecuzione del Bonus TV, con un nuovo stanziamento di 100 milioni di euro, consentirà di estendere la misura. Coloro che hanno un ISEE inferiore a 20mila euro potranno acquistare una televisione o un decoder dotato del nuovo standard Dvb-t2 per la visione del digitale terrestre. Il passaggio al nuovo standard dovrà essere terminato entro il mese di giugno 2022. Ma già da settembre di quest’anno ci sarà un passaggio che riguarda l’alta definizione.

Il secondo evento che avrà un maggiore impatto commerciale sono gli eventi sportivi di giugno e luglio: i Campionati Europei di calcio maschile e i Giochi Olimpici di Tokyo. Come non correre ad acquistare l’ultimo modello di televisione che ci consentirà di vedere come non mai ogni singolo filo d’erba dei campi di gioco? Oppure ci farà spostare come se ci dovessero colpire gli schizzi d’acqua dei nuotatori in vasca alla ricerca dell’oro olimpico?

Entro la fine del 2021 poi, il valzer di diritti televisivi intorno alla serie A farà pendere la richiesta verso le ultime generazioni di smart tv. Vedere Dazn su un tablet o sul cellulare non è certo la stessa cosa che vedere una partita a 55 o 60 pollici.

Prezzi più alti?

Ultima considerazione: la previsione di un rialzo dei prezzi dovuto al rapporto generato dalla richiesta. Le case produttrici in questo momento non hanno alcun interesse a proporre offerte o prezzi al ribasso vista la quantità di prodotti che saranno cercati dal grande pubblico. Per altro la spasmodica ricerca della migliore tecnologia giustifica una maggiore spesa.