Nella “Black list” ora anche il vino? Il Consorzio interviene

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“Black list”: Il vino è equiparato al fumo ed inserito nel Piano Europeo di Lotta al Cancro. Immediate le reazioni del settore, simbolo della dieta mediterranea. Conta in Italia 1,3 milioni di addetti, che esprime i suoi dubbi!

Il vino è nella “Black list”, perché?

Interviene il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano sulla proposta di “bollino nero” al vino e al contempo sulla proposta da parte della Commissione BECA del piano di azione per la lotta contro il cancro. Che torna ad annoverare anche il vino tra i prodotti da non consumare. “Non sembra possibile che lo stesso organo istituzionale che in questi anni ha contribuito in maniera forte alla conoscenza del vino italiano, ma non solo, attraverso attività di finanziamento come l’OCM, oggi voglia demonizzarlo mettendo un “bollino nero” per attrarre l’attenzione del consumatore a consumarlo con precauzione”. Così il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi, sulla possibilità di inserire anche il vino.

Anche il vino avrà la propria “lettera scarlatta”

Anzi nera a dire la verità. Una F stampata in campo nero sulle etichette a testimoniare, nel sorprendente sistema Nutriscore (etichetta a semaforo), la massima pericolosità. Finora, i cibi nel sistema inventato da Serge Hercherg, ovvero il Nutriscore, erano classificati in una scala di pericolosità che dalla A arrivava alla lettera E. E proprio Hercherg nei giorni scorsi ha proposto di aggiungere un’altra lettera la F, da stampigliare in campo nero anzicché rosso proprio a testimoniare la massima pericolosità. E questo per classificare i prodotti alimentari a suo giudizio più pericolosi per la salute umana: quelli che contengono alcol, anche in percentuale minima.

L’ultima trovata di Hercherg per la “Black list”

Se dovesse essere adottata e il sistema Nutriscore diventasse norma a livello comunitario, vino, birra e altri prodotti che fanno parte della dieta quotidiana di centinaia di migliaia di consumatori si troverebbero improvvisamente a essere considerati “da evitare”.

Nella “black list” del cosiddetto Nutriscore

“Un danno all’identità del nostro prodotto che non è solo un semplice bene di consumo, ma un portatore di promozione territoriale, oltre che un motore per economia di scala legate alle tante denominazioni italiane che, come la nostra, da anni rappresentano il made in Italy d’eccellenza”.

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La preoccupazione del Consorzio sul Vino Nobile di Montepulciano

Non è solo sul Nutriscore, fortemente appoggiato dai francesi, ma anche sulla votazione sul prossimo Cancer Plan che il prossimo 15 febbraio. Che vedrà la presentazione da parte della Commissione Europea del Europe’s Beating Cancer Plan (Beca), il piano di azione per limitare le cause del cancro che annovera anche il consumo di vino tra le potenziali cause scatenanti.

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“Naturalmente siamo pienamente d’accordo con il piano della commissione europea, tuttavia occorre fare attenzione a non demonizzare il consumo del vino di qualità. Un prodotto che, come nel nostro caso, parte proprio da principi qualitativi di altissimo livello”.

La “Black list” per la tutela della salute

Ancora il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi: “Siamo d’accordissimo anche sul fatto che l’abuso di alcol sia da combattere, ma sbagliato assimilare questo al consumo corretto di vino, che tra l’altro viene assimilato nel documento al rischio che dà il fumo; a questo proposito siamo ovviamente disponibili a farci parte di una comunicazione contro gli abusi di alcol. Ma deve partire in maniera congiunta proprio dall’Unione Europea, la stessa che ogni anno ci aiuta con l’OCM a promuovere il nostro vino in tutto il mondo”.

Il sistema Nutriscore

È stato da sempre condannato dall’Italia in quanto colpevole, tra l’altro, di disinformare i consumatori e condannare molti prodotti tipici del Belpaese. Con questo sistema vengono penalizzati prodotti come il parmigiano, la mozzarella, il prosciutto di Parma in favore di prodotti, spesso sintetici e di scarso valore. Oggi toccherebbe alle bevande alcoliche, senza alcuna distinzione o valutazione nel merito.