Nel Roero i nuovi vini laboratorio di Valdisole

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Nel Roero, regione nord-orientale del Piemonte, nascono i nuovi vini laboratorio. Ci troviamo per l’esattezza a Corneliano d’Alba, in provincia di Cuneo, e tutto è cominciato nel 2015 da Giuseppe Amato e Kyriaki Kalimeri.

Una novità nel Roero?

La base d’inizio era mezzo ettaro di vigna abbandonata, unita a tante nuove idee. Giuseppe Amato, biologo, e Kyriaki Kalimeri approcciano ogni vino con il metodo sperimentale, “da laboratorio”. Macerazioni e doppie macerazioni, slanci ossidativi, lavaggi dell’uva con acqua di mare: comparabile ad un laboratorio jazz. Una cosa del tutto nuova nel Roero.


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Amos 2018

Questa è la prima vera espressione del nuovo concetto. Amos (dal greco=sabbia) è a base nebbiolo, e il suo nome riporta ai suoli sabbiosi di queste vigne, con piante di circa 15 anni. Un nebbiolo diverso da tutti gli altri, proprio per la composizione del terreno: tanto che fino a pochi anni fa, nelle Langhe, si riteneva di serie B e si chiamava “nebbiolino”. Rustico, secco, un vino per cui non è necessario attendere troppo.

Nebbiolo semplice

“Tu pensa che i vecchi contadini del Roero, se gli dai un nebbiolo che ha più di un anno, ti dicono che è vecchio!” ha spiegato Giuseppe Amato a Graziano Nani, inviato del magazine online Intravino. La sperimentazione di Amos, dice ancora, ha significato tornare alle vecchie e più semplici vinificazioni: lunghe macerazioni e interventi ridotti al minimo. Un nebbiolo semplice e immediato, macerato per 15-20 giorni ed evoluto in acciaio inox, prima di passare in bottiglia. Vinoso, schietto, graffiante, “uno sbuffo di visciole e una sferzata rustica e terrosa”.

Armonia 2018

Questo invece è un arneis storico della zona del Roero. Veniva piantato in vigneti misti, per occupare i filari meno indicati per il nebbiolo. Inoltre, era un vitigno posseduto da pochi: poca acidità, corredo aromatico ridotto e alto rischio di un risultato sottotono. Amato e Kalimeri lo hanno unito ad un 20% di moscato: così è nato Armonia, con fermentazione e macerazione lunghe intorno alle due settimane. Affinamento in acciaio e imbottigliamento di poco precedente alla vendemmia successiva.

Orange wine

Come dice il nome stesso, l’armonia è la sua stessa natura. Armonia tra le note aromatiche del moscato e quelle sapide dell’arneis, per un sapore gustoso e rinfrescante. Agile e facile da bere, ma con una persistenza interessante e una personalità “con una propria forza gentile”.

Anarchia Flor 2018

Questo vino è la maggiore espressione dello stile di Amato e Kalimeri, del loro istinto sperimentale. È un 100% arneis, con doppia macerazione: la prima, canonica, dura trenta giorni e avviene in botti di rovere. La seconda è una sorta di ripasso, su bucce diverse, di arneis passito oppure di altre uve, come il riesling.

L’aggiunta della flor

È stata introdotta nel 2018, considerando l’insoddisfazione di Amato e Kalimeri per il risultato precedentemente ottenuto. Ne è derivato un orange puntuto e muscolare, ma non invadente. Acidità elettrica e pungente, “polpa” tipica del vino macerativo e l’ossidazione controllata, che gli dona un coté elegante e raffinato.

La fantasia dei vini laboratorio

Tra i tre vitigni che abbiamo visto finora, probabilmente è Anarchia a rappresentare meglio lo spirito esplorativo di Valdisole. Il progetto non è mai lo stesso, è in continuo divenire, e i due compagni sono sempre alla ricerca di nuove possibilità, di nuove variabili. Come in un laboratorio, appunto.

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