Nel mirino delle minacce: la scrittrice turca sotto scorta

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La difesa degli ideali

Claire Koc, donna, scrittrice, ma soprattutto individua alla difesa degli ideali dell’essere umano, proprio in lei, finisce sotto scorta. Infatti, la polizia francese ha dovuto tutelare la donna da “attacchi” discriminatori attuati sui social da estremisti islamici.

Una scorta alla difesa degli ideali?

È proprio di questo che stiamo parlando. Claire Koc, si trasferisce in Francia e si fonde, confondendosi in quella nuova cultura occidentale, così liberà e ricca di integrazione. Già di per sé, la decisione presa, non è condivisa dai fratelli che, la etichettano come “traditrice”. Ma a lei non importa e, prosegue la strada dei propri ideali che, la porta lontano. Forse fin troppo per gli estremisti online che, hanno attuato una battaglia social contro le parole della donna. La Koc inneggia ad una aggregazione di massa dell’immigrazione, dell’integrazione stessa in culture e paesi estremamente differenti dal suo. Dove il “diverso” non appare affatto sbagliato, ma “originale”. La sua originalità, potrebbe costarle davvero caro. Le minacce ricevute, hanno subito fatto allertare la polizia francese che invece, mira alla difesa più completa e totale della donna oltre l’artista, ben al di là della scrittrice che si mostra essere. Non riporteremo le offese gravi e gravemente discriminatorie, ma la donna è addirittura stata definita “una prostituita”, indoriamo la pillola, ma la terminologia utilizzata, è estremamente più forte e mirata.

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La paura di un attacco e la donna come oggetto

Non ci scompone più di tanto forse, l’analizzare la situazione dal punto di vista di “donna oggetto”, tanto da ricordarci la situazione di paesi, dove la mancanza di espressività femminile è radicata in una società maschilista e dittatoriale. Se nelle mie possibilità non c’è assolutamente quella di poter far cambiare idea a becere menti che, crescono con tali presupposti, c’è di sicuro quella di far riflettere. Dal punto di vista femminile, non c’è bisogno di ripetere la storia dell’emancipazione. Ma da quello della terminologia, c’è da parlare per giorni. L’aggettivo attribuito quale “prostituita” implica di certo una spiegazione terminologica. La prostituta è colei che, in cambio di denaro e non solo, presta il proprio corpo come “oggetto di scambio”. Attenzione bene, una donna non è tale, sebbene decida di avere mille relazioni sessuali e, niente in cambio. Alla base, il pregiudizio ancor prima dello stesso giudizio. Una donna ha diritto di esporre i propri ideali, di andare controcorrente e si, di dire anche che “è grata alla Francia per averle ridato una nuova vita” senza incappare in problematiche di tale genere.