Nel 1930 il Codice Hays arriva nel mondo del cinema

Ascesa e declino del codice comportamentale del cinema americano

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Dopo il successo del cinema americano in tutto il mondo già dagli Anni 20, si cominciò a pensare a un codice deontologico per il settore, quello conosciuto come Codice Hays.

In un periodo in cui si cercava di ripartire dopo il primo conflitto mondiale, infatti, il cinema costituiva un messaggio inequivocabile di forte rinascita.

Perchè il Codice Hays

Si vive un momento in cui nasce il mito del divo, immortalato in film di successo, nei quali il pubblico si immedesimava.

Le case cinematografiche che si svilupparono in quegli anni seguivano la nascita della pellicola in un sistema verticale che le portava a visionare tutte le fasi del film.

Addirittura, arrivarono a costruire propri cinema per seguire anche la riproduzione in sala e le conseguenti reazioni del pubblico.

Tutto questo fa pensare agli ingenti capitali investiti nell’industria cinematografica e, conseguentemente, alla necessità di seguire anche l’aspetto etico di questo mondo.

L’aspetto etico nel mondo del cinema

Parlando di un mezzo che raggiungeva la massa, il cinema appunto, si cominciava a prestare massima attenzione agli argomenti trattati e alla modalità di trattazione.

Questo anche perchè i primi scandali non tardarono ad arrivare.

Per l’epoca, scandalo fu il divorzio tra Mary Pickford e Douglas Fairbanks.

Ancora più riprovevole fu l’accusa di stupro rivolta a Roscoe “Fatty” Arbuckle.

Questi e altri fatti portarono alla nascita della Motion Picture Producers and Distributors of America, una commissione che aveva il compito di porre un limite al dilagare del malcostume.

Al suo vertice fu messo il repubblicano William Hays, che arrivò ad indicare ciò che si considerava eticamente corretto e ciò che, invece, era moralmente sbagliato.

L’intento di tutto ciò era di evitare una possibile censura esterna che sarebbe stata ancora più rigida.

Il Codice Hays

Entrato realmente in vigore nel 1934, ma la sua realizzazione è del 31 marzo 1930, il Codice Hays si incentrava su tre principi fondamentali: innanzitutto, i film prodotti non potevano essere al di sotto degli standard morali degli spettatori.

Il significato di simile affermazione era che il pubblico non poteva simpatizzare per i criminali.

Secondo aspetto importante era il mantenimento di standard di vita corretti, con una lieve eccezione per il dramma e l’intrattenimento.

Terzo e ultimo aspetto, la legge naturale, divina ed umana non doveva mai essere messa in discussione.

Ma il Codice Hays spiegava anche nel dettaglio i comportamenti che non si dovevano tenere: bandite le scene di nudo, non si poteva andare contro il buon senso dettato dalla società, censurate perfino scene che ritraevano coppie sposate nello stesso letto.

La fine del Codice Hays

Negli anni 60 questo codice comportamentale fu definitivamente abbandonato, complice anche il cambiamento dei tempi e della società.

La nascita degli studi indipendenti aveva, in effetti, contribuito al superamento di questa censura, poi confermata da una rivoluzione culturale ormai in atto in tutto il mondo.