Nel 1498 Colombo scoprì il Venezuela

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La scoperta di una nuova terra è sempre stato un traguardo impressionante per l’uomo. Il mondo deve alla figura di Cristoforo Colombo, navigatore ed esploratore italiano proveniente dalla Repubblica di Genova, veramente tanto. Tra i suoi viaggi e le sue esplorazioni, oggi 1 agosto, ricordiamo anche la scoperta del Venezuela, avvenuta nel 1498. La popolazione era costituita da agricoltori e cacciatori e si divideva tra Aruachi e Caribe.

Successivamente alla sua scoperta, gli spagnoli si insediarono permanentemente nel Venezuela, nei pressi dell’attuale Cumaná: questo accadde intorno agli anni ’20 del 500.

Dopo la scoperta del 1498

Tra il 1529 e il 1546 si tentò di costituire un vero piano di sfruttamento, voluto da Carlo V d’Asburgo, con l’obiettivo di creare una sorta di “Piccola Venezia”: il piano fu fallimentare.

Con la scoperta e l’apertura delle miniere da cui si estraeva l’oro, i colonizzatori introdussero la schiavitù: prima con le popolazioni indigene, poi con schiavi importati dall’Africa.

Tar il XVI e il XVII secolo le province del Venezuela, dipendenti dal Perù, vennero completamente abbandonate a loro stesse. Ebbero una rinascita sotto il dominio del Vicereame di Nuova Granada, intorno al 1700.

Il mito di Colombo

Stiamo parlando di uno dei navigatori ed esploratori della Repubblica di Genova. La colonizzazione europea delle Americhe, il Nuovo Mondo: le grandi scoperte tra il XV e il XVI secolo.

Uomo caparbio, convinto delle proprie tesi, chiese di farsi finanziare dal re Giovanni II del Portogallo, poi dai sovrani di Castiglia e Aragona. Isabella di Castiglia fu determinante per il successo di questa impresa.

Il primo viaggio partì da Palos de la Frontera il 3 agosto 1492 per arrivare a San Salvador il 12 ottobre sempre dello stresso anno.

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