Nei Paesi più poveri, una ragazza su tre non va a scuola

0
269
Una ragazza su tre non va a scuola

Mentre i Ministri dell’istruzione di tutto il mondo si riuniscono per l’Education World Forum, l’Unicef lancia l’appello: occorre superare le vergognose disparità nella spesa per la pubblica istruzione.

Una ragazza su tre non va a scuola

Nei Paesi più poveri del mondo, una ragazza su tre non va a scuola, né c’è mai andata. È quanto dichiarato dall’Unicef nel documento “Affrontare la crisi dell’apprendimento: un’urgente necessità di finanziare meglio l’istruzione dei bambini più poveri”.

Povertà, discriminazioni di genere, origine etnica e lingua d’insegnamento, inadeguatezza o distanza delle strutture: da sempre sono questi gli ostacoli che impediscono ai bambini più poveri l’accesso ad un’istruzione di qualità.

Risorse mal distribuite

Oltre a ciò, l’Unicef ha messo in evidenza l’enorme disparità nella distribuzione dei fondi pubblici destinati all’istruzione delle classi più o meno abbienti. Tale disparità si traduce in aule sovraffollate, insegnanti scarsamente preparati, mancanza del materiale didattico e strutture inadeguate.

<<I Paesi di tutto il mondo stanno condannando i bambini più poveri e, così facendo, condannano se stessi>>, ha dichiarato Henrietta Fore, direttore esecutivo dell’Unicef. <<Finché la spesa per l’istruzione pubblica sarà così spaventosamente sbilanciata a favore dei figli delle famiglie più ricche, i più poveri avranno poche speranze di affrancarsi dalla propria condizione, acquisire le competenze necessarie per competere sul mercato del lavoro e contribuire alla crescita economica del proprio Paese>>.

Sono stati analizzati i dati relativi a 42 Paesi

Tra i 42 Paesi presi in esame, 10 nazioni africane hanno evidenziato la maggiore disparità nella distribuzione delle risorse: Guinea, Repubblica Centrafricana, Senegal, Camerun, Benin, Niger, Ruanda, Ghana, Togo e Tunisia. In tali Paesi, i fondi destinati all’istruzione dei figli delle famiglie benestanti sono in media 4 volte maggiori di quelli destinati ai bambini più poveri.

Una ragazza su tre non va a scuola

Barbados, Danimarca, Irlanda, Norvegia e Svezia sono, al contrario, gli unici Paesi che distribuiscono equamente le risorse.

Una crisi dell’apprendimento

Il documento rileva anche che la distribuzione sproporzionata delle risorse sta esacerbando la già gravissima crisi dell’apprendimento. Oltre la metà dei bambini che vivono nei Paesi in via di sviluppo, infatti, non è in grado di leggere e comprendere un testo semplice entro la fine della scuola elementare.

Le linee guida dell’Unicef

L’Unicef ha stabilito chiare linee guida per i governi:

  • Ridistribuire i fondi in modo tale che ai bambini appartenenti al 20% di famiglie più povere spetti il 20% dei finanziamenti destinati all’istruzione.
  • Dare la priorità ai finanziamenti per i livelli inferiori d’istruzione, dove gli appartenenti alla famiglie povere sono maggiormente rappresentati.
  • Garantire almeno un anno di istruzione pre-primaria a ciascun bambino. I bambini che godono di un’istruzione pre-primaria, infatti, apprendono meglio ed hanno maggiori probabilità di proseguire gli studi.

Commenti