Nei disegni di Hermann Hesse la ricerca di sé

Le rappresentazioni del Premio Nobel per la Letteratura del 1946 vanno all'asta a Firenze

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disegni di Hermann Hesse
Uno dei disegni di Hermann Hesse all'asta da Pananti

L’autore di “Siddharta” usava la rappresentazione grafica per far emergere i propri stati d’animo. La casa d’aste Pananti propone una vendita di alcuni disegni di Hermann Hesse.


Hermann Hesse, tra ragione e sentimento


Cosa caratterizza i disegni di Hermann Hesse?

La ricerca interiore, l’autoanalisi, il desiderio di conoscersi. Oltre a scrivere, Hesse trova in pittura e disegno un modo per raggiungere l’armonia, cercando la bellezza in ciò che lo circonda. Ha cominciato a relazionarsi con pennelli e matite su suggerimento dallo psicanalista da cui era in cura. In paesaggi, ritratti e fiori si ritrovano colori tenui e attenzione all’aspetto più profondo delle cose. Una veduta della zona in cui vive diventa così un modo per raffigurare i propri pensieri e lo stato d’animo del momento. Ha quindi un approccio filosofico all’ambiente e cerca la realtà poetica e non quella naturalistica. Utilizzava soprattutto gli acquerelli, tempera e inchiostro e come supporto la carta italiana. Spesso poi regalava le sue creazioni ad amici e parenti.

“Siddharta”

Pubblicata nel 1922, è un’opera in cui confluiscono gli interessi intellettuali di Hesse. Il rapporto con la religione e Dio, la filosofia e la ricerca della verità sono gli strumenti con cui l’autore conosce se stesso. Parlando di Siddartha, un giovane indiano, rappresenta un probabile Buddha che si relaziona con gli altri. Il protagonista è attento ai messaggi che il mondo invia, impara ad ascoltare il fiume e soprattutto il proprio Io. Hesse nel libro fa riferimento al pensiero di Shopenhauer e Nietzsche.

L’asta da Pananti

Il 21 maggio alle 15 Pananti a Firenze presenta la vendita di 24 disegni a tempera e inchiostro su carta di Hesse (1877-1962). Ogni pezzo ha una stima di 3-5mila €. Hermann Hesse ha fatto oltre tremila acquerelli e spesso li utilizzava per illustrare i suoi libri. Per l’autore quindi la scrittura e la pittura hanno la stessa funzione di mezzo di espressione filosofica e artistica. Dopo aver realizzato i suoi dipinti li catalogava e li disponeva in modo che dialogassero tra loro.