Negare l’olocausto su Facebook non sarà più possibile

Negare l'olocausto su Facebook non sarà più possibile e i post negazionisti saranno rimossi

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Negare l'olocausto su facebook è vietato

Negare l’olocausto su Facebook non sarà più possibile e il social: rimuoverà i contenuti. Questa è stata l’ultima decisione di Mark Zuckerberg, dopo aver osservato: un aumento dell’antisemitismo a livello globale e un allarmante livello di ignoranza sull’Olocausto, soprattutto tra i giovani. L’azienda ha quindi modificato le regole sull’incitamento all’odio, inasprendole e rendendole molto più severe.

Negare l’olocausto su Facebook: la voce dei sopravvissuti

Il social ha fatto sapere che l’applicazione della nuova normativa non potrà arrivare subito. Ci vorrà infatti del tempo, prima che i sistemi di monitoraggio e di rimozione dei contenuti entrino in funzione secondo le nuove restrizioni. Prima di allora, chi farà ricerche sull’argomento verrà mandato su osservato attentamente e rimandato alle autorità di competenza. Questo può essere considerato un ulteriore dimostrazione di Zuckerberg su come agire contro le teorie del complotto le a disinformazione.

La campagna NoDenyinglt

La decisione è arrivata dopo una serie di proteste da parte dei sopravvissuti all’Olocausto. Già da quest’estate infatti chiedevano maggior controllo per quanto riguardava la negazione del loro passato. La campagna NoDenyinglt ha cercato di arrivare direttamente al fondatore, facendo sentire ogni giorno le suppliche dei sopravvissuti. Questi condividevano quotidianamente dei video in cui lo esortavano a rimuovere i gruppi di incitamento all’odio.

Negare l’olocausto su Facebook: aumenta l’antisemitismo

Facebook ha argomentato la sua decisione sottolineando l’aumento smisurato di antisemitismo, specialmente in America. Zuckerberg dopo aver preso la decisione ha dichiarato:“Ho lottato con la tensione tra la difesa della liberà di espressione e il danno causato dal minimizzare o negare l’orrore dell’Olocausto”. Ha poi continuato: “il mio pensiero si è evoluto quando ho visto i dati che mostrano una violenza antisemita in aumento“.

Non è stata una decisione facile

Zuckerberg ha sempre cercato di non limitare troppo la libertà di parola dei suoi utenti. Per questo motivo è stato spesso soggetto a numerose critiche. Quest’estate diverse aziende lo hanno boicottato chiedendogli di prendere delle decisioni più forti. Facebook ha dichiarato di non essere andato incontro a una scelta facile. E’ infatti complesso per il social, cercare di frenare l’odio, senza sfociare nel controllo. Zuckerberg ha spesso dichiarato che: Non è mio compito dichiarare ciò che è o non è accettabile dire.

Commenti che negavano l’omicidio di 6 milioni di ebrei

Anche nel 2018, il fondatore di Facebook aveva sollevato l’ira di numerose persone. Sotto un sito di tecnologia erano stati scritti molti commenti che negavano l’omicidio di 6 milioni di ebrei. Zuckerberg disse che quei commenti non sarebbero stati necessariamente tolti. Secondo il fondatore, i negazionisti non stavano intenzionalmente sbagliando. Fino a quando questi non incitavano alla violenza, i loro contenuti potevano rimanere.

Negare l’olocausto su Facebook? Il modo migliore per combattere la violenza sono le buone parole

L’Anti Defamation League è dal 2011 che chiede al social di rimuovere questi contenuti. Il gruppo ha infatti monitorato più violenze legate all’antisemitismo l’anno scorso, che negli ultimi 3 decenni. Il gruppo ritiene infatti che, nonostante Facebook abbia portato a numerosi cambiamenti, davanti alla minaccia della violenza è sempre rimasto inerme.

Zuckerberg, che è ebreo, ha dichiarato che: “Nonostante trovi la negazione dell’Olocausto profondamente offensiva, l’unico modo per combattere le parole offensive, è con delle buone parole”. Rispondendo in questo modo ai numerosi attacchi che gli sono stati fatti dai vari gruppi.