NEG di Vincenzo Agnetti col suono-pausa a Bologna

Il creativo all'evento bolognese Art city con un progetto di arte concettuale e musica di ricerca

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NEG di Vincenzo Agnetti
Il progetto dell'artista in esposizione ad Art city Bologna

Ad Art city il suono-pausa NEG di Vincenzo Agnetti. Al padiglione de l’Esprit nouveau da oggi alle 15 la Banca di Bologna fa conoscere la propria attività di promozione dell’arte e della cultura. Infatti, l’Istituto di credito sostiene il progetto espositivo del maestro milanese.


Gregor Schneider al Gam per Art City Bologna


Cos’è NEG di Vincenzo Agnetti?

Un “rivelatore di pause”, “un pausometro”, uno strumento per fare “musica in negativo”. Agnetti ha infatti modificato un giradischi stereofonico per far sì che, in mancanza di suono, l’apparecchio producesse un rumore bianco. Dà così rilevanza al silenzio, alle pause della musica o del discorso. Un progetto in cui dialogano arte concettuale e musica di ricerca. Il maestro brevetta e poi costruisce con l’azienda di elettronica Brionvega lo strumento che utilizza nel lavoro “Vobulazione e Bieloquenza NEG”. Un video a quattro mani con Gianni Colombo realizzato in occasione della mostra “Telemuseo” alla Triennale di Milano. Nel filmato, dimenticato dopo la morte dell’artista. il creativo e il collaboratore si cimentano produttori. Uno modifica un pattern di base col vobulatore, deformando il segnale televisivo, mentre l’altro rivela le pause di un testo. Spiega anche la funzione del dispositivo.

Art City e incoraggiamento alla cultura

Art City è un programma istituzionale di mostre e iniziative del Comune di Bologna che si svolge dal 7 al 9 maggio. L’evento presenta anche il main project “Vincenzo Agnetti. NEG: suonare le pause” e ha come partner la Banca cittadina. La mostra è infatti parte del percorso dell’Istituto di credito a sostegno dei patrimonio artistico. L’evento porta in primo piano Vincenzo Agnetti, uno degli artisti più importanti dell’arte del secondo Novecento.

“Vincenzo Agnetti. NEG: suonare le pause”

Frutto di un’operazione concettuale, il NEG nasce dalla riflessione critica sulla società e il consumo. Agnetti tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta si è interessato al “negativo”, alle forme di rarefazione estetica di matrice concettuale. Lo influenzano la filosofia di Adorno, la critica all’industria culturale e l’alienazione dell’uomo moderno. Una selezione di opere vicine al dispositivo, ricostruisce il contesto in cui è inserito il progetto. Quindi ci sono quattro “Assiomi” del periodo, quadrati di bachelite con frasi accompagnate talvolta da sintetici motivi grafici. In mostra anche il “Libro dimenticato a memoria”, uno dei volumi a cui l’artista ha rimosso la parte testuale lasciando un vuoto enigmatico. Brevetto/NEG (1970) è invece il risultato della registrazione dell’opera, rappresentando così l’idea che anticipa la realizzazione.

Video di performance musicali all’esposizione

La mostra porta NEG e l’intuizione di Agnetti nel contesto contemporaneo dando suono e immagine a un intervallo lungo cinquant’anni. Alcuni musicisti di diversa estrazione hanno composto brani da eseguire insieme al suono-pausa del NEG. Il percorso espositivo si arricchisce con le performance musicali di Bellows (Giuseppe Ielasi & Nicola Ratti), Ricciarda Belgiojoso & Walter Prati. Ci sono anche i video e gli audio di Gea Brown, Manuele Giannini & Alessandro Bocci (Starfuckers), Alessandra Novaga. Puoi ammirare il lavoro di Agnetti oggi dalle 15 alle 20, sabato 8 e domenica 9 dalle 10 alle 20. Dal 10 maggio al 13 giugno venerdì, sabato, domenica dalle 15 alle 20.

Immagine cartella stampa.