Neel Barahi: ritrovata la linga del tempio nepalese

Una campagna online ha contribuito a recuperare un manufatto religioso del 1636 rubato nel 1999. Ora è esposto al Museo delle civiltà asiatiche di Singapore

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Neel Barahi
La linga in rame del Neel Barahi

La collezione del Museo delle civiltà asiatiche di Singapore si arricchisce con una linga in rame rubato dal tempio di Neel Barahi. Un’iniziativa online di Lost arts of Nepal ha contribuito a rintracciare il pezzo datato 1636 e trafugato nel 1999. L’oggetto è in esposizione nella nella galleria Ancient Religions.


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Com’è fatto la linga del tempio di Neel Bahari?

Un linga è il simbolo del pilastro fallico e cosmico del dio indù Shiva. Così l’oggetto è presentato nella didascalia del Museo di Singapore. Un simbolo della fecondità, foggiato a colonna, in pietra o marmo e di solito si trova nei templi titolati all’Essere supremo. Quasi sempre è complemento della raffigurazione di un organo femminile (yoni). L’amministratore di Lost Arts of Nepal ritiene che il pezzo sia usato con altri sei per rappresentare santuari alle dee madri a Pharping, città a 20 km a Sud di Kathmandu. Le sette divinità partecipano a una festa sacra annuale secolare, ma quattro manufatti originali sono scomparsi. Quindi alcune repliche li sostituiscono.

Il furto del manufatto del tempio di Neel Barahi

La scultura di Neel Barahi è scomparsa la notte del 16 giugno 1999 dalla casa di un custode che doveva sorvegliarla per un anno. Il depositario non conosce il responsabile del furto, ma ritiene che il trafugamento fosse finalizzato a immettere l’opera nel mercato dell’arte. Quindi la prospettiva era di ottenere enormi guadagni per via della maggior richiesta di antichità dal paese asiatico. Gli attivisti di Lost Arts of Nepal hanno comunicato che il manufatto è passato da varie mani prima di raggiungere ACM a Singapore. L’hanno individuato in una fotografia della collezione di John & Karina Stewart.

L’acquisizione dell’oggetto

Il Museo delle civiltà asiatiche di Singapore ha acquisito la linga con le procedure approvate da National Heritage Board. Infatti, è sottoposto a valutazione del Comitato del centro culturale e a rigorosi controlli di provenienza effettuati prima di catalogarlo nelle collezioni. Dalle verifiche risulta che l’opera non è elencata nell’Art Loss Register, il database privato di arte saccheggiata.