Dati e statistiche ricorrenti in queste ore incoraggiano da una parte e spaventano dall’altra, ma la necessità di partecipare al Mondiale di Russia è comunque una prerogativa imprescindibile per tornare ai piani alti del calcio.

Giampiero Ventura è sereno e chissà se bluffa dietro quell’aria apparentemente serafica e pacata che lo contraddistingue.

Di vero c’è comunque che la Nazionale vista nelle ultime uscite ha preoccupato fortemente per lo spirito mostrato in campo, nonostante i giochi fossero fatti e le velleitarie speranze di qualificarsi come prime del girone fossero praticamente ridotte al lumicino.

Le dichiarazioni rilasciate cercano di tranquillizzare l’ambiente e l’ottimismo manifestato sa di vecchio attaccante che si libera in area, dribla e tira, ma non si sa se c’entra la porta.

E’ quantomeno l’inizio, anche perché le gare da giocare saranno due, e in entrambe bisognerà arrivare spesso davanti alla porta, cercando di sfruttare l’ottimo stato di forma di Immobile e Zaza, oltre a quello di diversi centrocampisti presenti tra i convocati.

Non è un’impresa come la si vuol far passare, ma è tuttavia un passaggio importante del nostro movimento, necessario a consolidare gli sforzi che si stanno facendo per migliorare sensibilmente la qualità del nostro calcio.

La Svezia sarà pure un avversario degno di un play-off per la qualificazione al massimo torneo internazionale, ma l’Italia dovrà giocare al di là di mille considerazioni che possono trarsi in questo momento.

Molti protagonisti sono cambiati e un pò tutto, in fondo, non è più quello di un tempo; come sempre però ci sono buoni calciatori e un discreto selezionatore.

Stavolta, per la partita di ritorno al Meazza, ci saranno 70.000 mila persone pronte a spingerli in avanti, più tutti quelli che li seguiranno davanti alla tv: per andare in Russia e ripartire alla pari con tutti gli altri.

 

 

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