Nazario Sauro un italiano

Un vero patriota

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Nazario Sauro un vero eroe italiano. Nazario Sauro è nato a Capodistria il 20 settembre 1880. Patriota vero amato dal popolo e dai suoi militari. Esponente dell’irredentismo italiano copre il ruolo di tenente di vascello della Regia Marina durante la prima guerra mondiale.

Nazario Sauro e la marina

Iniziò molto giovane l’attività di marinaio che lo portò all’età di vent’anni al suo primo comando su di una nave mercantile. Ottenuto il diploma di Capitano Marittimo e segue il suo più profondo istinto: prendere il mare. Dopo essere stato al servizio di varie società di navigazione, nel 1910 passò al servizio della compagnia di trasporti marittimi Zuttiati. Questa compagnia di trasporti marittimi collegava i porti fluviali di Portonogaro e Cervignano del Friuli con gli scali dell’Istria e della Dalmazia. Ciò gli consentì di percorrere tutto l’Adriatico facendo pratica sulle difficili condizioni geo-meteorologiche di quel tratto di mare.

Nazario Sauro e l’irredentismo italiano in Istria

Mentre era al comando del mercantile Cassiopea che faceva la spola con l’Albania, Sauro trasportò armi per conto di patrioti albanesi. Essi aspiravano all’indipendenza del loro paese dalla dominazione turca. Questo In conformità al principio mazziniano dell’indipendenza di tutti i popoli. Tanto si appassionò alla causa da mettere il nome di Albania alla sua figlia più piccola.

Nazario Sauro in guerra

Allo scoppio della prima guerra mondiale nell’agosto del 1914 Sauro lasciò Capodistria per recarsi a Venezia. A seguito del terremoto che colpì la regione della Marsica, fu tra i primi a partire per dare conforto e soccorso ai superstiti. Con l’entrata in guerra dell’Italia Sauro si arruolò volontario nella Regia Marina, dove ottenne il grado di tenente di vascello di complemento. Con l’incarico di pilota si imbarcò subito su unità siluranti di superficie e subacquee.

L’imbarco a Venezia

Il 30 luglio 1916 si imbarcò a Venezia sul sommergibile Giacinto Pullino, al comando del tenente di vascello Ubaldo Degli Uberti. Avrebbero dovuto effettuare un’incursione su Fiume, ma andò ad incagliarsi sullo scoglio della Galiola, all’imbocco del golfo del Quarnero. Risultati vani tutti i tentativi di disincaglio, distrutti i cifrari di bordo e le apparecchiature, l’unità fu predisposta per l’autoaffondamento. Venne abbandonata dall’equipaggio mentre Sauro allontanatosi volontariamente da solo su un battellino, venne intercettato dal cacciatorpediniere Satellit e fatto prigioniero.

La prigionia e la forca

Alla cattura seguì il processo nel tribunale della Marina austriaca di Pola. Dopo aver dichiarato la falsa identità di Nicola Sambo vennero fatti interrogatori, dibattimenti, confronti e riconoscimenti. Il confronto drammatico con la madre che pur di salvarlo dalla forca, negò di conoscerlo.

Nazario Sauro un italiano

La condanna

La condanna alla pena di morte per alto tradimento tramite impiccagione, fu eseguita nelle carceri militari di Pola il 10 agosto 1916. Nel 1976 la Marina Militare Italiana ha dato il nome di Nazario Sauro al sottomarino S 518. A lui è dedicato un tratto del Lungomare di Bari, in quanto finanziò la bonifica del litorale del capoluogo pugliese. Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, è ricordato nella canzone popolare: la canzone del Piave.

E il Piave mormorava…

Indietreggiò il nemico Fino a Trieste, fino a Trento. E la vittoria sciolse le ali al vento.
Fu sacro il patto antico tra le schiere, furon visti risorgere Oberdan, Sauro, Battisti Infranse alfin l’italico valore. Le forche e l’armi dell’impiccatore. Sicure l’Alpi, libere le sponde E tacque il Piave: “Si placaron le onde” sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi, la Pace non trovò né oppressi, né stranieri.

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